“Problemi emergenti in Pediatria, negli ambulatori e in corsia” è stata la tematica affrontata nel corso del convegno, che si è svolto presso l’Aula Magna “Filippo De Luca” del Padiglione NI dell’A.O.U. G. Martino di Messina. L’incontro è stato organizzato dall’U.O.C. di Pediatria del Policlinico, con il patrocinio dell’Università degli Studi di Messina, del Comune di Messina e della SIEDP – Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica.
Ad illustrare ad Insanitas gli argomenti principali discussi nel corso dell’evento è stata la prof.ssa Malgorzata Wasniewska, direttrice del’UOC di Pediatria dell’AOU Policlinico “G. Martino”, ordinaria di Pediatria presso il Dipartimento di Patologia Umana dell’adulto e dell’età evolutiva “G. Barresi”, coordinatrice del Corso di laurea di Infermieristica Pediatrica dell’Unime e presidentessa della Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica.
Quali sono i motivi che annualmente inducono la vostra UOC ad organizzare questo convegno?
«L’evento, giunto ormai alla sua XV° edizione, che ho presieduto insieme al prof. Tommaso Aversa, ha avuto come fine quello di presentare non solo ai pediatri di libera scelta, ma anche agli specializzandi e agli studenti dell’ultimo anno di medicina e di infermieristica pediatrica, le novità e le problematiche emerse nei vari settori della Pediatria. Le branche interessate sono state l’allergologia, la diabetologia, la pneumologia, l’endocrinologia, la reumatologia, l’onco-ematologia e la nutrizione dell’età evolutiva. In questo modo i pediatri del territorio, con cui collaboriamo, sono stati aggiornati sulle diverse opzioni diagnostiche e terapeutiche erogate dal reparto e dai nostri ambulatori sub-specialistici, presso cui inviare i loro pazienti».
Quanti sono gli utenti in carico presso il vostro reparto?
«La nostra Unità Operativa Complessa gestisce un elevato volume di attività, suddivisa tra degenza e ambulatorio. Ogni anno, contiamo circa 600 ricoveri ordinari, 10.000 accessi ambulatoriali, a cui si aggiungono 2.000 prestazioni, erogate in regime di Day Service e Day Hospital. Si tratta spesso di piccoli pazienti con patologie croniche complesse allergologiche, pneumologiche, ematologiche, oncologiche, reumatologiche, endocrinologiche e diabetiche. Il nostro è infatti un centro di riferimento non solo per la tutta la provincia di Messina, ma anche per il resto della Sicilia e per la vicina Calabria».
Durante l’incontro si è parlato anche dei passi avanti compiuti fino a questo momento a proposito di prevenzione…
«Sì, tra le diverse tematiche abbiamo fatto riferimento alla legge 130/2023, che ha istituito uno screening nazionale su base volontaria per il diabete di tipo 1 nella popolazione pediatrica. Il Policlinico “G. Martino” ricopre il ruolo di centro di eccellenza, di cui è responsabile il Prof. Fortunato Lombardo, per il trattamento di questa patologia, e presto questo screening, avviato inizialmente soltanto in quattro Regioni pilota, sarà esteso anche al resto della nazione, richiedendo una forte collaborazione con il territorio, per cui bisognerà non farsi trovare impreparati. Si è poi fatto cenno anche alla campagna di prevenzione epidemiologica per la bronchiolite, grazie alla quale abbiamo eseguito un’importante attività di divulgazione, effettuato i vaccini e seguito i pazienti fragili con comorbilità, ottenendo un abbassamento significativo del tasso di ricoveri per bronchiolite».
Quali sono state le altre argomentazioni affrontate dai diversi relatori?
«Si è discusso di nutrizione, di obesità, di dieta mediterranea, di prevenzione e dei micronutrienti che devono essere utilizzati nella dieta. Si è anche parlato di piastrinopenie, di dolore articolare e dell’aumentato livello di otomastoiditi e cellulite orbitarie. Abbiamo insomma presentato tutte le diverse sub-specialità che possiamo gestire all’interno della nostra struttura, dove sono presenti professionisti esperti in questi settori».
Uno dei casi complessi illustrati ha riguardato l’obesità monogenica, in cosa consiste?
«È una patologia causata da alcuni geni, che nel tratto dell’ipotalamo provocano una obesità molto precoce, spesso nei primi due anni di vita. Nella maggior parte dei casi è presente anche iperfagia, un appetito senza controllo che si verifica in questi bambini, che non riescono a saziarsi. Oggi, esiste la possibilità di effettuare la diagnosi genetica di tale tipo di obesità, che rappresenta una malattia rara, e nel caso in cui venga confermata, per esempio rilevando un deficit di leptina o un deficit del recettore di leptina, esistono alcune possibilità del trattamento. E’ quindi importantissimo instaurare con i pediatri di famiglia una collaborazione per individuare il più presto possibile i piccoli pazienti che lamentano questo tipo di sintomatologia, tenendo presente che nei centri come il nostro è possibile diagnosticare e gestire anche questo tipo di disturbo».
Tra le novità presentate sono state sottolineate anche quelle sulla bassa statura…
«Sì, la bassa statura rappresenta la causa più frequente della consulenza endocrinologica pediatrica riscontrata presso i nostri ambulatori, ed anche con riferimento a questa branca, sono emerse delle novità terapeutiche significative. Per esempio, per l’acondroplasia che provoca una bassa statura grave e dismorfica, le nuove ricerche hanno consentito di scoprire delle terapie che possono far recuperare, almeno parzialmente il grave deficit di crescita, migliorando sensibilmente la qualità della vita di tali pazienti. Per ottenere risultati concreti però è necessario iniziare le cure il più precocemente possibile, per questo è essenziale che i pediatri di riferimento suggeriscano alle famiglie di recarsi tempestivamente presso la nostra UOC».
Siete inoltre l’unico centro da Napoli in giù che si occupa di desensibilizzazione di alimenti in caso di allergia alimentare…
«Si tratta di un trattamento molto importante, perché riferito a pazienti che possono presentare un’allergia a determinati prodotti alimentari come il latte o le uova, le cui tracce spesso sono contenute in molti alimenti segnalati, come privi di queste sostanze. In questi casi, il contatto con tali cibi può determinare gravi conseguenze di tipo anafilattico. Attraverso la desensibilizzazione, invece, si permette a questi bambini di sopportare piccole quantità di queste sostanze, senza reazioni avverse».





