PALERMO. «Nel chiedere ai ministeri della Salute, dell’Economia e ad Aifa una revisione delle norme nazionali che stanno incidendo negativamente sulla spesa farmaceutica delle Regioni, abbiamo inteso operare, come abbiamo sempre fatto, nell’ottica della leale collaborazione tra Stato e Regione, che non è mai reciprocamente mancata nel corso di questa legislatura». Lo afferma l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni (nella foto di Insanitas), in risposta alle dichiarazioni rilasciate ieri alla stampa dal viceministro Marcello Gemmato.
«Le note che abbiamo trasmesso – prosegue Faraoni -, prendono in considerazione analiticamente gli effetti di alcune norme introdotte sia nel 2023 sia nel 2024, ovvero un deciso incremento della spesa che le Regioni devono affrontare annualmente per l’acquisto di farmaci. Nessuna contestazione e nessuna critica al governo nazionale, quindi, solo l’invito a valutare, nell’ambito della nuova legge di Stabilità nazionale, una revisione delle norme oggetto della comunicazione. È per questa ragione che abbiamo appreso con rammarico delle dichiarazioni del viceministro nei confronti della nostra iniziativa, che si iscrive nell’ambito della sinergia che da sempre ha caratterizzato i rapporti tra governi nazionale e regionale, per il solo bene dei pazienti e del sistema sanitario».
La precisazione della Faraoni giunge dopo le dichiarazioni di Gemmato, il quale aveva sottolineato: “La lettera della Regione Siciliana è difficilmente comprensibile per le inesattezze contenute. Aifa e ministero stanno mettendo a punto una obiezione puntuale. Mi dispiace perché ci sono strafalcioni, io sono disponibilissimo a parlarne ma l’interlocuzione tra istituzioni deve avvenire in punta di verità».
Gemmato ha aggiunto che la lettera «sembra più un attacco politico che una annotazione tecnica. Criticare, da parte di una istituzione, una legge dello Stato, mi sembra quantomeno sgarbato dal punto di vista istituzionale. Parto da una riflessione, l’unico ente certificatore della spesa sanitaria in Italia è l’Aifa. E l’Aifa rispetto al trasferimento delle gliptine, che sono medicinali antidiabetici, ha registrato un risparmio di 9,7 milioni di euro. Siccome la Sicilia è una Regione italiana, è strano che in tutta Italia si risparmi tranne che in Sicilia».
Nella lettera di alcune settimane fa firmata dal governatore Renato Schifani, dall’assessore Faraoni e dal dirigente generale Salvatore Iacolino e indirizzata al ministero della Salute e all’Aifa si sottolineava che l’applicazione delle novità introdotte dalla Finanziaria 2024 iniziano a gravare pesantemente sul bilancio della Regione.





