PALERMO. Davanti la sede dell’assessorato regionale della Salute si è tenuto oggi un sit-in indetto dal Coordinamento Regionale Salute Mentale. In un comunicato stampa è sottolineato che l’iniziativa promossa da un cartello di organizzazioni sindacali, Terzo Settore e Associazioni «nasce in risposta all’immobilismo e alle inefficienze dell’Amministrazione regionale rispetto alla Salute Mentale.
«Nei mesi scorsi avevamo formulato, reiterate richieste di convocazione a seguito di un incontro, svoltosi a maggio scorso, in cui avevamo cominciato ad esporre le criticità dell’assistenza in salute mentale. Purtroppo, all’incontro di maggio, non sono seguite altre convocazioni» dichiara il Coordinamento Regionale della Salute (di cui fanno parte CGIL FP Sicilia, CGIL Medici Sicilia, UIL FP Sicilia, UIL Medici Sicilia, ETS “Si può Fare per il lavoro di comunità” Sicilia, Lega Coop Sicilia, Confcooperative, Federsolidarietà e Federsanità Sicilia, Federazione CIMO, Fesmed Sicilia, ANAAO Assomed, Unasam Sicilia, Consulte Salute Mentale Agrigento e Palermo, Famiglie in Ret, APS “Noi per la salute” Tina Anselmi Caltanissetta, MeravigliosaMente odv, Afadipsi odv, Pegaso odv, Punto di partenza odv).
«La situazione è peggiorata: recentemente un paziente è morto per un trasporto avvenuto per un TSO ad oltre 200 km di distanza, morte sicuramente evitabile se non vi fosse una carenza cronica di posti letto in tutta la Sicilia. Inoltre, per dichiarazione dello stesso assessore ad una interrogazione fatta, siamo venuti a conoscenza di 40 milioni di euro di arretrati non spesi dal 2019 ad oggi per il budget di salute mentale, che costituisce la risposta dei Dipartimenti di Salute Mentale ai pazienti più gravi».
Gli autori della protesta sottolineano: «I servizi territoriali di salute mentale adulti e di neuropsichiatria infantile hanno gravi carenze di specialisti ed infermieri mentre le altre figure (psicologi, assistenti sociali, pedagogisti, sociologi, terapisti della riabilitazione, educatori professionali) sono residuali. La situazione della Comunità terapeutiche assistite è drammatica; a tutto questo si aggiunge che permane lo scandalo dei differenti modelli di personale tra CTA pubbliche ed accreditate; infine non si hanno notizia dell’annunciata quarta REMS (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza)».
A tutto questo si aggiunge «la carenza di posti letto soprattutto per la Neuropsichiatria Infantile. Infine non si affronta adeguatamente il tema delle Comunità alloggio, questione che interessa gli oltre 3.000 ricoverati in queste strutture e continuano ad essere insufficienti i Centri Diurni».





