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L'approfondimento di Insanitas

Associazione Donne Medico Palermo: la medicina “genere specifica” per ridurre le disuguaglianze

Le donne medico presenti a ExpoMedicina insieme all’Ordine dei medici di Palermo per un dialogo su salute femminile e medicina di genere

Tempo di lettura: 3 minuti
10 Novembre 2025 - di

Giunti al termine dell’ottobre rosa, il mese dedicato alla prevenzione dei tumori femminili, la salute della donna rimane al centro dell’offerta e del dibattito sanitario, con l’obiettivo di favorire la conoscenza e l’adesione ai programmi di screening durante tutto l’anno, tanto che le iniziative di prevenzione e sensibilizzazione previste dalle Aziende Sanitarie Provinciali proseguiranno anche nei prossimi mesi.

Di salute femminile si è discusso molto pure nell’ambito dell’ultima edizione di ExpoMedicina, dove per l’occasione Insanitas ha incontrato le dottoresse di Associazione Italiana Donne Medico (AIDM), coordinate dal consigliere dell’Omceo Concetta Rubino. Le donne medico della sezione di Palermo, sono state infatti presenti all’interno dello stand dell’Ordine dei medici di Palermo con uno spazio dedicato al dialogo. Lo scopo: anticipare la nuova piattaforma informativa che, nei prossimi mesi, sarà attivata sul sito istituzionale dell’Ordine dei medici, dove le donne potranno ricevere online consigli e orientamento su diversi aspetti della salute femminile e offrire chiarimenti sulla medicina di genere.

Poiché nonostante gli uomini e le donne soffrano delle stesse patologie, ci si ammala in modo differente e con sintomi diversi. Il ché richiede cure e trattamenti diversi, anche dal punto di vista farmacologico. A parlarci più approfonditamente di medicina “genere specifica” e della sfida dell’Associazione Donne Medico per una sanità più equa e accessibile, sono state Antonietta Matina, medico ortopedico e socia fondatrice AIDM Palermo e l’oncologa Anna Russo, Vicepresidente AIDM Palermo.

Dott. Ssa Matina, come nasce l’Associazione Donne Medico e di cosa vi occupate?
«L’Associazione Italiana Donne Medico è una società scientifica che si occupa soprattutto di medicina di genere o medicina “genere specifica”. In Italia nasce nel 1921 a Salsomaggiore con l’intento di valorizzare il ruolo della donna medico, quando ancora erano poche le dottoresse, e di tutelare la salute materno – infantile».

L’Associazione è attiva sia a Palermo che a livello Internazionale…
«Sì, facciamo parte di un network ancora più grande, internazionale, che è il M.W.I.A. (Medical Women’s International Association), cioè le donne medico internazionali. A Palermo invece la sezione, di cui io sono una delle socie fondatrici, è nata a settembre nel 2001. Da allora si sono avvicendate diverse presidenti e ci siamo sempre occupate di promuovere la salute di genere  e la salute della donna nell’ambito del territorio, sia con convegni diretti ai medici che con convegni divulgativi».

Dott.ssa Russo, cosa significa far parte di questo network?
«Sono molto orgogliosa di far parte di questa Associazione che si occupa, appunto delle differenze di genere, perché oggi c’è la necessità assoluta di assimilare e far proprio questo concetto. Gli esseri umani, gli uomini e le donne, non sono diversi solo nell’aspetto, ma lo sono anche nel modo di metabolizzare i farmaci».

Ad esempio?
«Il nostro metabolismo è completamente diverso, quindi così come noi donne metabolizziamo male o diversamente l’alcol rispetto agli uomini, allo stesso modo metabolizziamo in maniera differente i farmaci. Per questo, anche la sperimentazione, che da sempre è stata fatta sul genere maschile, deve necessariamente far partecipare le donne alla sperimentazione farmacologica. La farmacogenomica e la farmacogenetica devono essere i capisaldi della nuova farmacologia e dei trattamenti, che devono diventare più specifici possibile, sia per i maschi che per le femmine, per non essere discriminanti verso nessun genere. Oltre che per ottenere la giusta risposta e la “non tossicità” del farmaco, dovuta proprio al dosaggio, che verosimilmente deve essere differente».

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