Porre i riflettori su una malattia invisibile che colpisce milioni di donne è questo lo scopo dell’evento divulgativo interamente dedicato all’endometriosi che si è svolto sabato 18 ottobre, presso il Centro Commerciale e Culturale Mimì Arezzo di Ragusa.
L’incontro, dal titolo “Endometriosi: sintomi, diagnosi, trattamenti”, è il primo appuntamento ufficiale organizzato dall’associazione “Oltre Ogni Silenzio APS” allo scopo di creare un’importante occasione di confronto e informazione riguardo una malattia cronica ancora troppo poco conosciuta, sebbene in Italia colpisca oltre tre milioni di donne.
“Purtroppo, nonostante i progressi nelle tecniche diagnostiche e l’evoluzione delle strumentazioni, non si è registrato un reale aumento dei casi di diagnosi precoce – ha commentato il Professor Antonio Simone Laganà, medico specialista in Ginecologia e Ostetricia – è necessario intervenire precocemente con diagnosi accurate per evitare che la patologia diventi cronica e comprometta, tra le altre cose, la fertilità della paziente. Serve formazione per i medici, affinché si insegni a riconoscere la patologia già dalle visite e con l’ecografia: poiché se un ginecologo non è addestrato a riconoscerla da un punto di vista ecografico, può anche stare cinque ore a fare l’ecografia e non la vedrà. E quella paziente avrà un ritardo diagnostico molto, molto importante, che può arrivare anche a sette-dieci anni”.
All’incontro hanno preso parte professionisti di diversi ambiti, uniti dall’obiettivo comune di offrire uno sguardo multidisciplinare sull’endometriosi e sulle sue molteplici implicazioni, tra i quali il Dottor Carmelo Iacono, Oncologo di lungo corso, con esperienza nella gestione del dolore dei pazienti cronici e, proprio di dolore pelvico cronico ha parlato il Dottor Giuseppe Bonanno, medico chirurgo anestesista, approfondendo le molteplici strategie terapeutiche attualmente a disposizione. Il suo intervento ha posto l’accento su come il dolore rappresenti uno dei sintomi più invalidanti dell’endometriosi e su quanto sia fondamentale affrontarlo con un approccio integrato.
La Dottoressa Maria Giordano, ostetrica esperta nell’accompagnamento delle donne affette da endometriosi, ha evidenziato come il ruolo dell’ostetrica sia ancora troppo spesso limitato, nell’immaginario comune, al solo momento del parto. In realtà, ha spiegato, questa figura professionale si occupa della salute riproduttiva della donna a 360 gradi, offrendo un supporto continuativo e personalizzato. Proprio questa visione globale e l’ascolto empatico permettono all’ostetrica di intercettare con maggiore sensibilità i bisogni e i segnali legati alla patologia, instaurando una relazione di fiducia fondamentale per il percorso di cura.
Anche l’alimentazione, come illustrato dalla biologa nutrizionista, la Dottoressa Alessandra Cascone, può fare la differenza nel mantenere sotto controllo l’endometriosi. Ha spiegato come una dieta anti-infiammatoria basata su alimenti a basso indice glicemico, proteine di qualità e grassi buoni possa migliorare il quadro generale e la qualità della vita. Evitare invece cibi ultraprocessati e zuccheri raffinati è fondamentale per ridurre gli stati infiammatori che aggravano i sintomi.
Sul piano psicologico, la Dottoressa Tiziana Baglieri, psicologa e psicoterapeuta, ha affrontato le implicazioni emotive della patologia, evidenziando quanto l’endometriosi impatti su ogni sfera della vita: dal lavoro alla sessualità, fino alle relazioni interpersonali. Ha parlato della frustrazione che le pazienti provano a causa dei lunghi tempi per una diagnosi – in media sette anni – e della difficoltà, per molte, di sentirsi credute quando raccontano i propri sintomi. Ritardi diagnostici che, oltre a peggiorare la qualità della vita, possono compromettere anche la fertilità.
L’incontro è stato anche l’occasione per presentare ufficialmente l’associazione Oltre Ogni Silenzio APS, fondata da Morena Licitra nel luglio 2025, con l’obiettivo di dare voce a tutte le battaglie invisibili e spesso sottovalutate. Dott.ssa in Scienze Motorie, artista e lei stessa affetta da endometriosi, Morena ha portato una testimonianza personale intensa e autentica, sottolineando il bisogno di un approccio integrato che tenga conto non solo degli aspetti scientifici della malattia, ma anche di quelli emotivi e relazionali.
“La nostra missione è trasformare il silenzio in voce e il dolore in consapevolezza. Non vogliamo che nessuno si senta più abbandonato o giudicato. Questo evento è solo l’inizio di un percorso che mira al bene delle persone, per ciò che possiamo cercheremo sempre di aiutare la comunità” ha dichiarato Morena Licitra, concludendo un pomeriggio che ha messo al centro informazione, ascolto e condivisione, ponendo le basi per un lavoro di sensibilizzazione e supporto per rompere, una volta per tutte, il muro dell’invisibilità che ancora oggi circonda l’endometriosi.





