di Massimo De Natale, Segretario Generale Regionale CISL Medici Sicilia.
«Mentre la rete sanitaria territoriale siciliana avanza — 57 strutture tra Case e Ospedali di Comunità già operative al 15 aprile scorso, con un avanzamento della spesa PNRR al 54% contro il 33,5% della media nazionale secondo i dati ReGiS — resta aperta una domanda che riguarda direttamente la dirigenza medica e sanitaria: con quali organici dirigenziali funzioneranno le nuove strutture?».
«Il piano di reclutamento presentato dal presidente della Regione Renato Schifani nella relazione all’Assemblea regionale siciliana del 21 luglio scorso prevede circa 2.750 nuove unità di personale necessarie per rendere pienamente operative le strutture territoriali, tra cui figurano i dirigenti medici. Il dato è stato successivamente precisato in un confronto di settembre con l’Assessorato regionale alla Salute, che ha parlato di circa 2.700 assunzioni a tempo indeterminato, sostenute da circa 140 milioni di euro di risorse strutturali aggiuntive rispetto ai tetti di spesa ordinari».
«Per la dirigenza medica e sanitaria, tuttavia, non esiste a oggi un dato regionale unico e aggiornato sul fabbisogno complessivo, articolato per disciplina e territorio. Le informazioni disponibili restano frammentate in singoli provvedimenti: il concorso pubblico bandito dall’ASP di Ragusa per 28 dirigenti medici, di cui 18 destinati ad Anestesia e Rianimazione e i restanti a Neurologia, Ematologia, Reumatologia e Urologia (Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, serie speciale concorsi n. 24 del 29 maggio 2026); la graduatoria degli ambiti territoriali carenti di Pediatria di libera scelta, pubblicata a settembre; il bando per l’accesso al corso di formazione specifica in Medicina Generale 2026-2029. Provvedimenti reali, ma che non possono essere sommati per restituire una fotografia complessiva della carenza dirigenziale nella Regione».
«Sul fronte delle risorse, il Decreto Assessoriale n. 10 del 14 gennaio 2026 ha incrementato di circa 37,49 milioni di euro la capacità di spesa autorizzata per il personale delle Aziende e degli Enti del Servizio sanitario regionale, ai sensi dell’articolo 11 del decreto-legge 35/2019. Si tratta però di un tetto di spesa più elevato, non di uno stanziamento diretto per nuove assunzioni: la sua effettiva ricaduta dipende dalla revisione dei Piani triennali del fabbisogno di personale di ciascuna Azienda sanitaria, un passaggio i cui esiti restano ancora da verificare negli atti attuativi».
«Il rischio concreto è che le nuove strutture territoriali vengano messe in funzione spostando dirigenti già in servizio negli ospedali e nei pronto soccorso, anziché attraverso un reclutamento realmente aggiuntivo. Un ospedale privato di organico dirigenziale adeguato non regge, e la riforma dell’assistenza territoriale non può realizzarsi svuotando reparti che già oggi lavorano sotto organico. Le risorse annunciate devono tradursi in assunzioni aggiuntive rispetto ai tetti di spesa ordinari, non in un travaso di professionisti da un servizio all’altro».
«Per CISL Medici Sicilia, il passaggio necessario è una programmazione del fabbisogno dirigenziale costruita per disciplina, specialità e articolazione territoriale, accompagnata da tempi certi per la pubblicazione e la conclusione delle procedure concorsuali. Continueremo a chiedere trasparenza e verifica puntuale degli atti regionali perché una struttura consegnata e un finanziamento assegnato non equivalgono, da soli, a un servizio sanitario funzionante per il cittadino».





