Non si arrestano le aggressioni negli ospedali siciliani: l’ultima finora andata in scena si è svolta al Cannizzaro di Catania. Numerose le reazioni dei sindacati. La FP CGIL di Catania e la FP CGIL Medici esprimono “incondizionata solidarietà e vicinanza ai due medici rimasti contusi, uno dei quali ricopre il ruolo di segretario aziendale della FP CGIL, il dottore Antonio Spampinato”.
«Piena e incondizionata solidarietà ai due colleghi rimasti feriti mentre svolgevano con dedizione il proprio lavoro», dichiarano la Segretaria Generale della FP CGIL di Catania, Concetta La Rosa, e il Segretario Regionale della FP CGIL Medici e Provinciale, Carmelo Calvagna. «È assurdo e inaccettabile che chi si spende ogni giorno per garantire la salute dei cittadini diventi bersaglio di aggressioni, fino a dover ricorrere alle cure dello stesso ospedale in cui presta servizio».
«Ci troviamo a ripetere le stesse cose da tempo, ma è evidente che quanto fatto finora non basta e che serve molto di più», proseguono La Rosa e Calvagna. «Chiediamo che le istituzioni pongano la massima attenzione su questa emergenza continua. Occorrono nuove assunzioni per alleggerire la pressione sui reparti e sui Pronto Soccorso, ma è anche indispensabile creare figure professionali dedicate che facciano da filtro e garantiscano un’adeguata e costante informazione ai parenti dei degenti, mitigando tensioni e incomprensioni. Servono interventi strutturali e presidi di sicurezza efficaci: la tutela degli operatori sanitari deve diventare una priorità assoluta».
La segreteria provinciale di Catania e quella aziendale del Cannizzaro della Fials, guidate da Agata Consoli e Fabio Cangemi, affermano: “Quando accaduto appare ancora inspiegabile in quanto gli operatori sanitari lavorano quotidianamente con il massimo sforzo per garantire l’assistenza ai pazienti con grande dedizione e sacrificio. Non è possibile che un momento di dolore e disperazione, per quanto comprensibile, si ripercuota ogni volta sul personale. Continuiamo a chiedere un ulteriore potenziamento delle misure di sicurezza a tutela degli operatori sanitari e lanciamo un appello gli utenti affinchè capiscano che scagliarsi contro medici, infermieri oss e altro personale non è mai la giusta soluzione”.
“Dalle devastazioni nella Rianimazione dell’Ospedale Cannizzaro alle tensioni al Garibaldi Centro di Catania degli ultimi giorni, fino ai gravi fatti del Pronto Soccorso del San Marco, del Cervello di Palermo e di presidi come Bagheria, si assiste a una frattura culturale che richiede un cambio di rotta immediato da parte di tutta la società”: lo scrive il nucleo CNAI Catania lanciando un appello ancora più accorato, solenne e diretto a tutta la cittadinanza, ai pazienti e alle loro famiglie. A farsi portavoce di questa forte presa di posizione sono i componenti del direttivo etneo: Giovanna Spanò (delegato), Calogero Coniglio (vice delegato), Maurizio Cirignotta, Biagio Cirino e Silvio Caceci.
“Bisogna scardinare uno stereotipo culturale e un modus operandi pericoloso”, dichiarano i rappresentanti di CNAI Catania. “L’operatore sanitario non è, e non può mai essere, il bersaglio su cui scaricare la frustrazione o il dolore. L’Associazione comprende e rispetta la sofferenza dei malati, l’ansia dei familiari e lo stress legato alle attese nei Pronto Soccorso. Tuttavia, alzare le mani, urlare o minacciare non è uno sfogo accettabile e, soprattutto, non risolve alcuna problematica. La violenza non riduce i tempi di attesa né migliora le cure; al contrario, genera solo caos, toglie serenità all’équipe sanitaria e rallenta l’assistenza a scapito degli stessi degenti”.
“Da parte degli infermieri e di tutto il personale sanitario c’è e ci sarà sempre la massima disponibilità al dialogo e all’ascolto. Ogni giorno, gli operatori scendono in corsia mettendo in campo il più alto livello di professionalità e umanità per tutelare la vita di ciascuno. Per l’Associazione questa sensibilizzazione verso l’utenza ha radici concrete: già lo scorso 12 maggio, in Piazza Stesicoro a Catania, all’interno del gazebo allestito per la Giornata Internazionale dell’Infermiere, tra le varie iniziative la CNAI ha ribadito con forza il proprio impegno per una sanità sicura e vicina alle persone, lanciando un chiaro appello contro le aggressioni a tutto il personale sanitario (infermieristico, medico, tecnico e OSS).
AAROI-EMAC Sicilia esprime la più totale solidarietà e vicinanza ai medici e agli infermieri del reparto di Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera per l’Emergenza “Cannizzaro” di Catania: “Comprendiamo il dolore di chi perde una persona cara, in particolar modo in un contesto – quello della Rianimazione – dove la speranza e la paura convivono ogni giorno. Ma comprendere il dolore non significa in alcun modo giustificare la violenza: chi aggredisce un medico o un infermiere non ferisce solo una persona, ferisce l’intera comunità e il diritto di tutti a essere curati”.
“Episodi come quello del Cannizzaro, se lasciati senza risposta, non restano senza conseguenze: alimentano un clima di insicurezza che allontana sempre più i giovani medici dalle discipline dell’emergenza-urgenza, già oggi tra le più carenti di organico in Sicilia. Colpisce, peraltro, che l’episodio abbia riguardato proprio il Cannizzaro, una delle strutture che, per missione e per la formazione dei propri operatori, rappresenta uno dei punti di riferimento regionali e nazionali nella risposta rapida ed efficace alle emergenze: un’eccellenza che merita rispetto, non aggressioni”.
Per questo AAROI-EMAC Sicilia chiede alle Direzioni Aziendali e all’Assessorato della Salute di “rendere strutturali, e non episodiche, le misure di sicurezza nei reparti a maggiore rischio – a partire da Pronto Soccorso e Rianimazione – con presidi di vigilanza stabili, procedure certe di allontanamento e denuncia, e un adeguato supporto psicologico e legale per gli operatori coinvolti in aggressioni. Ai colleghi del Cannizzaro va tutta la vicinanza della categoria: non siete soli”.
«Ogni episodio di violenza, sia essa fisica o verbale, rivolto contro chi dedica la propria vita alla cura e alla tutela della salute pubblica rappresenta una ferita grave non solo per la categoria professionale colpita, ma per l’intera comunità civile. L’ospedale e i presidi sanitari devono rimanere luoghi sicuri di cura, ascolto e rispetto reciproco».
È quanto affermano il segretario provinciale della Uil Fp di Catania Mario Conti e il segretario aggiunto Alessandro Spina esprimendo la più ferma condanna per il grave episodio di violenza avvenuto sabato pomeriggio presso il reparto di rianimazione dell‘ospedale Cannizzaro di Catania.
«Rispettando il dolore della famiglia per una perdita così grave, è inaccettabile che il dolore si possa trasformare in atti violenti: non è più tollerabile che il personale sanitario operi in condizioni di costante rischio per la propria incolumità. È necessario rafforzare con urgenza le misure di sicurezza all’interno delle strutture ospedaliere, garantire un presidio costante delle forze dell’ordine nei contesti più a rischio e promuovere una profonda e capillare campagna di sensibilizzazione culturale che restituisca dignità e rispetto al lavoro medico», affermano ancora Conti e Spina che ci tengono a rinnovare il loro sostegno a tutte le donne e gli uomini del servizio sanitario che, nonostante le difficoltà strutturali e i carichi di lavoro sempre più complessi, continuano a svolgere la propria missione con dedizione e professionalità».





