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Il botta e risposta

Stato di agitazione all’Asp di Catania: ecco la replica della direzione generale

Contattata da Insanitas l'Azienda Sanitaria Provinciale commenta i temi al centro della vertenza: buoni pasto, orario di lavoro e diritto alla pausa

Tempo di lettura: 2 minuti
30 Giugno 2026 - di

Buoni pasto, orario di lavoro e diritto alla pausa: così come comunicato dal Nursind (CLICCA QUI) sono i tre punti al centro della vertenza aperta all’ASP di Catania, su cui la Direzione generale contattata da Insanitas chiarisce la propria linea, rivendicando il rispetto delle norme e l’ascolto dei lavoratori.

L’Azienda sanitaria etnea parte da un riconoscimento esplicito del disagio emerso nei reparti: «Siamo consapevoli che orari, pause e buoni pasto incidono direttamente sulla vita quotidiana del personale e sul clima interno, soprattutto nei servizi con carichi di lavoro elevati e assistenza continuativa».

Da qui il lavoro sul nuovo regolamento: «Vogliamo regole chiare e uguali per tutti, che dicano in modo trasparente quando e come matura il diritto alla pausa e al buono pasto. Non è una riduzione di diritti, ma un modo per evitare applicazioni diverse da struttura a struttura, che alimentano tensioni e disparità».

La Direzione condivide il principio che la pausa debba essere reale e non solo formale, soprattutto nei contesti più critici. L’obiettivo dichiarato è individuare modalità applicative che tengano insieme carichi di lavoro, continuità dell’assistenza e recupero psico‑fisico del personale.

Infine, il metodo: «Per noi il confronto con i sindacati non è una formalità, ma un passaggio obbligato. Il regolamento è già stato discusso e alcune osservazioni sindacali sono state recepite. Il tavolo convocato nei prossimi giorni dovrà servire a entrare nel merito di ogni proposta e criticità, con l’idea che le decisioni nascano da una concertazione vera, non da atti unilaterali».

«L’ASP di Catania sarà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in questo percorso di chiarificazione e miglioramento. Difendere dignità professionale e diritti contrattuali è pienamente compatibile con una gestione responsabile delle risorse e con il rafforzamento del servizio sanitario offerto alla comunità».

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