Scoppia la protesta del personale dell’Asp di Catania per il taglio dei buoni pasto. Il sindacato Nursind e i rappresentanti sindacali hanno proclamato lo stato di agitazione contro una serie di criticità a cominciare dalla riduzione da 8 euro a 4 euro dei ticket. Il 7 luglio è stato convocato un tavolo di confronto ma gli operatori sanitari esprimono forti perplessità sul nuovo regolamento aziendale sull’articolazione dell’orario di lavoro, sulla disciplina delle pause, sul riconoscimento del servizio sostitutivo di mensa e sul rispetto delle corrette relazioni sindacali previste dal vigente contratto del comparto sanità.
«Destano particolare preoccupazione- prosegue il Nursind- le ipotesi di revisione delle condizioni di accesso e di riduzione del valore del buono pasto prospettate dall’amministrazione, in quanto tali misure determinerebbero un evidente arretramento delle tutele economiche e sociali riconosciute ai dipendenti, incidendo negativamente anche sul benessere organizzativo del personale. È principio consolidato che il diritto alla pausa e agli strumenti sostitutivi del servizio mensa debba essere garantito in maniera effettiva, soprattutto nei contesti assistenziali caratterizzati da elevati carichi di lavoro e dalla necessità di assicurare la continuità dei servizi essenziali. Ogni eventuale modifica delle condizioni attualmente vigenti richiede pertanto un confronto reale e preventivo con le rappresentanze sindacali, nel pieno rispetto delle prerogative previste dalla normativa vigente e dalla contrattazione».
La segreteria territoriale Nursind Catania, guidata da Salvo Vaccaro, condivide «integralmente le motivazioni alla base della mobilitazione promossa dalla Rsu e riafferma la necessità di preservare integralmente le tutele economiche, normative e professionali del personale, respingendo qualsiasi intervento unilaterale suscettibile di alterare l’equilibrio delle relazioni sindacali o di determinare un arretramento dei diritti dei lavoratori. Si prende atto della convocazione del tavolo di confronto fissata per il 7 luglio 2026, auspicando che esso rappresenti un momento di autentico dialogo istituzionale e di concreta ricerca di soluzioni condivise, nel pieno rispetto delle disposizioni legislative e contrattuali vigenti».
Insanitas ha contattato l’Asp di Catania per una replica: per leggerla CLICCA QUI




