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Il caso

Villa Sofia, la Uil-fp: «CTO rifugio di senzatetto, intervenga il prefetto»

Il sindacata denuncia «presenza incontrollata di soggetti estranei all'attività sanitaria, stazionamenti impropri nelle aree comuni, utilizzo non conforme dei servizi igienici»

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22 Maggio 2026 - di

«Al presidio CTO di Villa Sofia-Cervello ci viene riferito che alcuni soggetti – probabilmente mendicanti-senzatetto – che utilizzano i bagni dell’ospedale per lavarsi e sostare all’interno della struttura, nonostante i ripetuti allontanamenti effettuati nel tempo».

A denunciare il fatto sono il segretario generale UIL fp Totò Sampino e il segretario regionale con delega alla sanità Pippo Piastra, aggiungendo: «Una condizione che, secondo lavoratori e utenti, non è più sostenibile. Da tempo la UIL FP riceve numerose segnalazioni da parte di lavoratori, utenti e cittadini riguardo le crescenti criticità legate alla sicurezza, al decoro e alle condizioni igienico-sanitarie all’interno dei presidi dell’AOOR Villa Sofia Cervello. La situazione sta diventando sempre più difficile da gestire e rischia di compromettere non soltanto la serenità degli operatori sanitari ma anche la qualità dell’accoglienza e dell’assistenza garantita ai cittadini che ogni giorno si recano nelle strutture ospedaliere aziendali».

Il sindacata denuncia «episodi continui di presenza incontrollata di soggetti estranei all’attività sanitaria, stazionamenti impropri nelle aree comuni, utilizzo non conforme dei servizi igienici e situazioni che determinano disagio, percezione di insicurezza e potenziali rischi per l’incolumità pubblica».

Da qui la richiesta di  «un intervento urgente e coordinato da parte del Prefetto di Palermo, del Sindaco e della Direzione Generale aziendale, affinché vengano adottate misure concrete di controllo, vigilanza e tutela dei presidi ospedalieri. Gli ospedali devono rimanere luoghi sicuri, decorosi e pienamente dedicati alla cura delle persone. Non possiamo consentire che operatori sanitari e cittadini vengano lasciati soli a gestire situazioni di degrado che richiedono invece risposte istituzionali immediate e strutturate. Continueremo a rappresentare con fermezza le preoccupazioni dei lavoratori e a chiedere interventi reali per garantire sicurezza, dignità e rispetto all’interno delle strutture sanitarie pubbliche».

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