PALERMO. Una collaborazione avviata oltre dieci anni fa, numerose PEC inviate nel tempo e, secondo quanto denunciato dall’associazione, nessun riscontro ufficiale arrivato fino a oggi per un’eventuale rinnovo. È la vicenda segnalata a Insanitas da Ugo Gravante, presidente e fondatore dell’associazione di promozione sociale “Chi ama la Sicilia”, che torna a sollecitare una definizione formale dei protocolli di collaborazione con l’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello per le attività di clownterapia nei reparti pediatrici.
L’associazione, presente all’interno dell’ospedale dal 2011, ha portato avanti negli anni iniziative di volontariato e attività dedicate ai piccoli pazienti. Tuttavia, secondo quanto riferito da Gravante, il percorso per la formalizzazione e il rinnovo delle autorizzazioni si sarebbe progressivamente interrotto.
Il primo passaggio ufficiale richiamato dall’associazione risale al 23 giugno 2020, quando venne inviata una richiesta di incontro all’allora direttore generale Walter Messina per valutare la ripresa programmata delle attività di clownterapia al presidio Cervello. Da quel momento, sostiene Gravante, «non sarebbe mai arrivata una risposta formale, né positiva né negativa».
Negli anni successivi sarebbero stati mandati ulteriori solleciti e nuove proposte di collaborazione anche all’attuale Direzione generale guidata da Alessandro Mazzara, allegando documentazione tecnica, polizze assicurative e certificazioni di sicurezza. L’ultima PEC documentata risale al 21 aprile 2026 ed è stata indirizzata al Dipartimento Attività Sanitarie della Regione Siciliana come inoltro di una proposta già trasmessa il giorno precedente alla Direzione generale dell’Azienda ospedaliera.
La vicenda è stata inoltre portata all’attenzione del Comitato Consultivo Aziendale (CCA) di Villa Sofia-Cervello, organismo di cui Gravante è componente effettivo. In una comunicazione del 20 aprile 2026, il Comitato avrebbe evidenziato alla Direzione generale come l’associazione abbia presentato “numerose istanze” sia all’attuale amministrazione sia a quella precedente, chiedendo che venga fornito un riscontro.
Per Gravante, la clownterapia rappresenta «un’attività di ascolto, presenza e pazienza» capace di alleggerire, almeno per qualche momento, il peso dell’ospedalizzazione sui bambini ricoverati. Da qui la richiesta di poter tornare a operare nei reparti pediatrici attraverso una collaborazione formalmente definita e autorizzata.
La replica di Villa Sofia-Cervello
A seguito della segnalazione ricevuta, Insanitas ha contattato Villa Sofia-Cervello per chiedere chiarimenti sulla vicenda e verificare lo stato delle interlocuzioni con l’associazione. Oggi è arrivata la replica: «In riferimento all’articolo “Chi ama la Sicilia”: «Da Villa Sofia-Cervello nessuna risposta sulla clownterapia» la direzione strategica dell’AOOR Villa Sofia Cervello conferma la piena disponibilità a voler rinnovare la collaborazione per le attività di clownterapia nei reparti pediatrici ritenendo questa pratica molto utile al benessere emotivo dei bambini ricoverati».





