«Stiamo lavorando con l’Assessorato regionale della Salute alla definizione del nuovo budget per il 2026 che contiamo di concludere a giorni». Lo afferma il presidente della Fondazione Istituto Giglio, Victor Mario Di Maria, replicando all’annuncio dei sindacati di incrociare le braccia il 29 maggio per il mancato rinnovo del contratto integrativo aziendale del personale medico scaduto a dicembre 2025.
«La Fondazione Giglio- ha aggiunto Di Maria- ha chiesto alla Regione un incremento del budget per il 2026 in modo da poter rinnovare il contratto integrativo e ridurre il divario retributivo che si è determinato con il rinnovo dei contratti del personale medico della sanità pubblica». Al personale del Giglio viene applicato il contratto Aiop della sanità privata.
«Tale passaggio- ha sottolineato il presidente- era già stato anticipato ai sindacati nell’incontro che si è tenuto lo scorso 20 marzo in cui la governance della fondazione aveva manifestato la volontà di definire il nuovo contratto integrativo con la firma del budget».
«La sottoscrizione del budget è un passaggio necessario- ha concluso Di Maria- per poter dare seguito, nel rispetto dei principi di compatibilità economica, alle legittime richieste dei dipendenti. È una nostra priorità mantenere le professionalità acquisite che fanno dell’ospedale Giglio un centro di alta specialità in Sicilia».
La nuova protesta dei sindacati
L’annuncio del presidente Di Maria giunge, appunto, dopo che i sindacati hanno fatto sapere di volere nuovamente incrociare le braccia dopo la precedente protesta del 28 aprile.
La protesta è contro il mancato rinnovo del contratto integrativo aziendale, scaduto il 31 dicembre scorso. I l29 maggio è previsto un sit-in promosso da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl che denunciano “il livello di disagio e di insoddisfazione vissuto dai professionisti della struttura”.
I medici chiedono “l’adeguamento retributivo ai livelli del Servizio sanitario nazionale, il riconoscimento dell’anzianità di servizio con reali progressioni di carriera, l’incremento del fondo per la produttività, decurtato nell’ultimo triennio, e il rinnovo del contratto integrativo”.





