PALERMO. «Grave carenza di personale e un’organizzazione del lavoro che sta creando situazioni critiche come nella sala operatoria del polo Oncologico, dove il personale è ai minimi storici. Persino il pronto soccorso è stato giustamente potenziato nel numero dei medici ma senza aggiungere infermieri, con indici di sovraffollamento alle stelle».
All’Arnas Civico Di Cristina Benfratelli, le organizzazioni sindacali Nursind, Fials, Cisl Fp e Nursing Up si dicono pronte alla mobilitazione e annunciano l’autoconvocazione in Direzione generale per venerdì prossimo, 15 maggio alle ore 11, a seguito di mesi di interlocuzioni ritenute «inconcludenti e prive di risposte operative da parte dell’amministrazione».
Secondo le sigle, «il clima interno è ormai segnato da un progressivo deterioramento delle condizioni di lavoro e da una gestione organizzativa che non avrebbe prodotto soluzioni concrete alle criticità più rilevanti. Le persistenti e gravi carenze di personale incidono sulla tenuta dei servizi sanitari e sulla sicurezza delle prestazioni erogate ai cittadini. La grave carenza di personale rende impossibile persino programmare le ferie estive. Il personale lavora con una cronica insufficienza di operatori socio-sanitari, mentre resta irrisolta la vertenza sul percorso di stabilizzazione del personale co.co.co. considerato essenziale per garantire continuità assistenziale».
I sindacati aggiungono: «Al pronto soccorso sono stati trasferiti giustamente altri sei medici con l’attivazione di una nuova area semintensiva, ma non sono stati aggiunti infermieri e operatori sociosanitari con una carenza di 25 unità che aggrava incredibilmente il lavoro dei medici. Nella sala operatoria del polo oncologico, a fronte del malessere e delle criticità evidenziate, l’unico intervento amministrativo è stato il trasferimento di un segretario aziendale impegnato nel supporto alla vertenza stessa, in modo illegittimo».
«Per ovviare a questa situazione drammatica- sottolineano i sindacati- l’azienda fa un ricorso eccessivo allo straordinario che avrebbe ricadute significative sui fondi destinati alla produttività del comparto. Il tempo dell’attesa è finito, senza interventi immediati su dotazioni organiche, organizzazione dei servizi e tutela delle condizioni di lavoro, scatterà la mobilitazione».





