MESSINA. «La nota inviata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù alla Regione Siciliana e all’ASP di Messina sulla possibile conclusione della collaborazione relativa al CCPM di Taormina sta generando paura, rabbia e disperazione tra centinaia di famiglie siciliane».
Lo scrive il “Comitato dei genitori del CCPM di Taormina”, commentando la nota inviata il 22 aprile 2026 a firma di Tiziano Onesti (presidente del Bambino Gesù), resa nota oggi dal Giornale di Sicilia e di cui Insanitas ha avuto ora visione.
Poche righe da Roma per comunicare che la collaborazione “dovrà intendersi cessata alla naturale scadenza del 30 giugno 2026, non sussistendo più i presupposti operativi per proseguire proficuamente la vigente convenzione”.
Inoltre Onesti ha sottolineato che la comunicazione “è finalizzata, pertanto, a consentirvi di effettuare la programmazione delle vostre future attività presso il Centro, fermo restando che lo scrivente ospedale rimane disponibile ad effettuare tutto quanto necessario per garantire la continuità assistenziale del Centro in questa fase di conclusione della nostra collaborazione”.
Infine, dal Bambin Gesù concludono: “Con separata comunicazione vi verrà inviato un prospetto riferito alle attività svolte dall’ospedale sino al momento in cui le stesse cesseranno, contenente le relative rendicontazioni economiche che riguardano anche le pendenze riferite al passato”.
La protesta del Comitato dei genitori
Come detto, dal Comitato non ci stanno: «Siamo genitori di bambini cardiopatici. Genitori che conoscono la paura, le terapie intensive, le sale operatorie, le attese infinite davanti a una porta chiusa. Genitori che hanno già sofferto abbastanza. E oggi siamo arrabbiati. Profondamente arrabbiati. Per noi questa non è una pratica amministrativa. Non è una questione politica. Qui si parla della vita dei nostri figli».
Ed ancora: «Parliamo di un Centro che negli anni è stato indicato come una delle eccellenze più importanti d’Italia nella cardiochirurgia pediatrica, cresciuto grazie alla collaborazione con il Bambino Gesù e grazie al lavoro di professionisti altamente specializzati che hanno permesso a tanti bambini siciliani di curarsi senza lasciare la propria terra. E oggi tutto questo dovrebbe diventare improvvisamente incerto? Noi genitori non possiamo accettarlo».
Dal Comitato aggiungono: «Siamo gli stessi genitori che negli anni hanno fatto presìdi davanti all’ospedale di Taormina, sotto il sole, con i propri figli malati tra le braccia, per richiamare l’attenzione delle istituzioni su un diritto sacrosanto: il diritto alla salute e il diritto a mantenere in Sicilia un centro salvavita per i bambini cardiopatici. Abbiamo lottato allora. E siamo pronti a farlo ancora. Perché mentre la politica discute, rinvia, promette e scarica responsabilità, ci sono famiglie che vivono nel terrore di dover tornare alla migrazione sanitaria, ai viaggi disperati fuori regione, alle spese enormi, alle separazioni familiari e a una sofferenza che nessuno dovrebbe mai affrontare».
«Vogliamo essere chiarissimi su un punto: il problema non è semplicemente “mantenere aperto un reparto”– aggiungono dal Comitato- Il Bambino Gesù non è un nome da inserire in una convenzione per fare comunicati stampa. Il Bambino Gesù rappresenta competenze altamente specializzate, esperienza maturata sui casi pediatrici più complessi, ricerca scientifica, formazione continua, protocolli avanzati, équipe dedicate e una rete assistenziale che oggi in Sicilia non esiste. Significa avere professionisti preparati ad affrontare interventi delicatissimi. Significa avere collegamenti diretti con uno dei più importanti ospedali pediatrici d’Europa. Significa avere percorsi preferenziali per i casi più gravi e più complessi. Significa dare una speranza concreta ai bambini siciliani e alle loro famiglie».
«Per questo non accetteremo che qualcuno faccia il “finto tonto” dicendo che la continuità assistenziale sarà garantita semplicemente mantenendo un reparto. Garantita come? Con quali professionalità? Con quale esperienza? Con quale rete specialistica? Con quali cardiochirurghi pediatrici altamente formati? Con quali perfusionisti? Con quali équipe dedicate?
La verità è che la Sicilia oggi soffre una gravissima carenza di professionalità altamente specializzate in un settore delicatissimo come la cardiochirurgia pediatrica. E basta guardare cosa accade già in altre realtà siciliane, dove si continua a chiedere supporto a Taormina proprio per personale altamente qualificato, perfusionisti e figure specialistiche che evidentemente mancano».
«Qui si sta mettendo a rischio un sistema costruito negli anni grazie al lavoro del CCPM e del Bambino Gesù. E lo diciamo con tutta la durezza che questa situazione merita: continuare a indebolire o interrompere questo percorso significa condannare tanti bambini siciliani a perdere opportunità di cura fondamentali, costringendo le famiglie alla migrazione sanitaria e aumentando il rischio per pazienti fragilissimi che hanno bisogno di continuità immediata e competenze di altissimo livello» aggiungono dal Comitato dei genitori.
Infine, l’appello alla Regione Siciliana: «Deve assumersi una responsabilità chiara davanti ai cittadini. Deve dire immediatamente cosa intende fare per garantire continuità terapeutica, chirurgica e assistenziale ai bambini cardiopatici siciliani. Non ci interessa dove verrà collocato il Centro- Taormina, Catania o qualunque altra sede- ma pretendiamo che venga garantita senza alcuna interruzione la presenza delle professionalità, delle competenze e della collaborazione con il Bambino Gesù necessarie a salvare la vita dei nostri figli. E sia chiaro: i genitori non resteranno in silenzio. Se non arriveranno risposte immediate e concrete, le proteste continueranno in tutta la Sicilia. Perché quando si tocca la vita di un bambino, nessun genitore si fermerà. Non permetteremo che venga smantellata o indebolita un’eccellenza costruita negli anni con sacrifici, professionalità e battaglie civili. La salute dei bambini siciliani non è negoziabile. E nessuno osi dimenticarlo».





