Il 4 febbraio si celebra la Giornata mondiale contro il cancro, un’occasione per accendere i riflettori sull’importanza della prevenzione, della diagnosi precoce e sull’evoluzione delle cure oncologiche. Una giornata che invita a riflettere, ma anche a raccontare esperienze virtuose e percorsi di eccellenza che dimostrano come, anche in Sicilia, sia possibile trovare risposte sanitarie di alto livello, capaci di coniugare tecnologia, umanità e servizi di prossimità.
Un esempio concreto arriva da Ragusa, dove la U.O.C. di Radioterapia oncologica del “Maria Paternò Arezzo” rappresenta oggi un punto di riferimento grazie alla recente attivazione di due acceleratori lineari di ultima generazione, installati all’interno del reparto e inaugurati ufficialmente alla presenza dell’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni.
Cosa sono e perché sono importanti i nuovi acceleratori lineari
Gli acceleratori lineari, in dotazione alla U.O.C. di Radioterapia oncologica “Maria Paternò Arezzo”, sono apparecchiature ad alta tecnologia utilizzate per la radioterapia oncologica. Consentono di modulare con estrema precisione l’intensità del fascio di radiazioni durante l’arco di irradiazione, colpendo in modo mirato il tumore e preservando gli organi sani
circostanti.
Questo si traduce in trattamenti più efficaci, minori effetti collaterali, tempi di erogazione ridotti e, in casi selezionati, in una significativa riduzione del numero di sedute. Per alcuni tumori della mammella, ad esempio, si passa dai tradizionali 25 cicli a soli 5 trattamenti, completabili in una sola settimana; per il tumore della prostata si è già scesi da 28 a 20 sedute, con l’obiettivo di arrivare a protocolli ipofrazionati fino a cinque sedute. Il centro è inoltre in grado di erogare trattamenti stereotassici ad alta complessità, grazie a sistemi di pianificazione di nuova generazione che ottimizzano la distribuzione della dose e riducono i margini di errore.
Durante l’inaugurazione del reparto, l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni ha sottolineato il valore strategico dell’investimento: «Questo macchinario innovativo, che preserva gli organi sani e consente di ridurre l’esposizione e il numero delle sedute di trattamento, rappresenta un modello di lavoro, una best practice anche per altre realtà che ancora non ne dispongono. Alza l’asticella del servizio che la Regione offre ai siciliani e dimostra un impegno concreto. Anche laddove non sempre è possibile guarire definitivamente, è giusto dare speranza, ed è di questo che andiamo orgogliosi».
Il Direttore generale dell’ASP di Ragusa, Giuseppe Drago, ha evidenziato il salto di qualità compiuto dalla Radioterapia oncologica: «La Radioterapia oncologica rappresenta oggi un’area di eccellenza, grazie alla recente dotazione di due nuovi acceleratori lineari di ultimissima generazione, installati presso la U.O.C. di Radioterapia oncologica “Maria Paternò Arezzo”.
Sono interventi che migliorano l’accessibilità, la qualità delle cure e la sicurezza dei percorsi assistenziali. La possibilità di passare, per alcune patologie come il tumore della mammella o della prostata, da 28 sedute a soli 5 trattamenti rappresenta un beneficio enorme per i pazienti. Abbiamo azzerato le liste d’attesa e oggi garantiamo terapie più rapide, meno traumatiche e con una precisione ultra-millimetrica che consente di risparmiare il tessuto sano attorno all’area tumorale».
Il direttore della U.O.C. di Radioterapia oncologica del “Maria Paternò Arezzo”, Vincenzo Barone, ha ripercorso il lavoro che ha portato a questo risultato: «Abbiamo avviato un processo lungo e articolato che ha portato all’arrivo di due acceleratori lineari gemelli. È stato possibile grazie a una forte sinergia tra la direzione strategica e tutta la mia équipe. Abbiamo messo il paziente al centro, un aspetto fondamentale in oncologia. Oggi possiamo garantire cure tempestive e di altissimo livello qui a Ragusa, consentendo ai pazienti di restare vicino ai propri affetti e alle proprie esigenze, senza doversi spostare in altre città o regioni d’Italia».





