Sicilia ASP e Ospedali

Ecco i dettagli

Asp di Ragusa, prorogati gli incarichi di 49 medici

Com decorrenza dal 1° gennaio 2026 al 30 giugno 2026 per garantire la continuità assistenziale e il mantenimento dei LEA

Tempo di lettura: 2 minuti
12 Gennaio 2026 - di

L’ASP di Ragusa ha disposto la proroga di 49 incarichi di lavoro autonomo libero-professionali per personale medico, in applicazione delle disposizioni contenute nel decreto “Milleproroghe”, al fine di garantire la continuità assistenziale e il mantenimento dei livelli essenziali di assistenza, con particolare riferimento alle attività di emergenza-urgenza. La proroga, con decorrenza dal 1° gennaio 2026 al 30 giugno 2026, riguarda medici già in servizio nei presidi ospedalieri e nelle unità operative aziendali, il cui contributo si conferma essenziale in una fase caratterizzata da persistenti carenze di organico.

Nel dettaglio, i 49 incarichi comprendono dieci medici neolaureati impiegati a 38 ore settimanali, dieci medici specializzati a 38 ore settimanali, due medici specializzati con incarico a 10 ore settimanali e ventisette medici specializzandi con impegno di 8 ore settimanali, distribuiti nei diversi presidi e servizi aziendali. Una quota significativa delle risorse, pari a 33 unità complessive, sarà destinata ai Pronto soccorso, con dodici medici a Modica, quattordici a Vittoria e sette a Ragusa, a supporto della gestione dei flussi di emergenza.

La proroga è stata disposta a seguito di una ricognizione del fabbisogno effettuata dalla Direzione sanitaria, in raccordo con i direttori delle unità operative interessate, ed è finalizzata a garantire la piena operatività dei servizi nelle aree a maggiore criticità, nelle more del completamento delle procedure di reclutamento previste dalla programmazione aziendale.

«Questa proroga – dichiara il Direttore generale dell’ASP di Ragusa, Giuseppe Drago – si inserisce in un quadro di responsabilità verso la tenuta del sistema sanitario provinciale. In una fase complessa, segnata da carenze di personale e da un forte carico sui servizi di emergenza-urgenza, abbiamo ritenuto prioritario assicurare continuità assistenziale e sicurezza delle cure».

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