Sicilia ASP e Ospedali

La Buona Sanità

«Lavoro di squadra e il fondamentale ECMO: così abbiamo salvato la giovane in arresto cardiaco»

Insanitas ricostruisce la dinamica con i direttori della Rianimazione e del Pronto soccorso dell'ospedale Civico. Per strapparla alla morte è stato decisivo il ricorso a questa tecnologia e al relativo team. Il commento della direzione strategica

Tempo di lettura: 5 minuti
23 Dicembre 2025 - di

PALERMO. Una corsa contro il tempo, una collaborazione impeccabile tra reparti e una tecnologia salvavita attivata nel momento decisivo. È la storia della giovane di 19 anni salvata al Pronto Soccorso dell’ospedale Arnas Civico–Di Cristina–Benfratelli di Palermo, dopo un arresto cardiaco causato da una miocardite.

La ragazza è arrivata al Pronto Soccorso in condizioni critiche- raccontano i medici- ed è andata rapidamente in arresto cardiaco. La rianimazione è stata immediata e, dopo oltre un’ora e mezza di manovre rianimatorie senza esito, è stato attivato l’ECMO team. Una decisione che si è rivelata determinante: la giovane è stata sottratta a quella che i medici definiscono «una morte certa» ed è stata stabilizzata senza riportare danni neurologici.

Decisivo l’ECMO

A rendere straordinario l’intervento è stato l’utilizzo dell’ECMO e la perfetta integrazione tra i diversi reparti. I medici del Pronto Soccorso, rianimatori e perfusionisti della Rianimazione, insieme a cardiologi e infermieri, hanno lavorato in modo sincronizzato, applicando protocolli complessi in una situazione di estrema emergenza.

Il servizio ECMO è attivo da poco più di un mese, il 2 novembre scorso, al termine di un percorso formativo durato diversi mesi che ha coinvolto personale medico e infermieristico altamente specializzato.

Insanitas ha ricostruito la dinamica dell’intervento attraverso il racconto del direttore della Rianimazione, Vincenzo Mazzarese, e del direttore del Pronto Soccorso, Massimo Geraci, che hanno sottolineato come la tempestività e la preparazione del team siano state determinanti.

Il caso della giovane paziente rappresenta non solo una storia a lieto fine, ma anche un esempio concreto di come investimenti in formazione, tecnologia e lavoro di squadra possano tradursi in vite salvate.

«Senza l’ECMO sarebbe morta sicuramente- afferma Mazzarese– le manovre rianimatorie andavano avanti da oltre un’ora e mezza senza esito. L’intervento con questa metodica ha salvato la ragazza. Si tratta di una tecnica di altissimo livello professionale e qualitativo. L’Arnas Civico Di Cristina–Benfratelli è oggi alla pari delle Terapie Intensive più evolute d’Italia. È una storia di tempestività, lavoro di squadra e medicina d’emergenza che mi ha profondamente emozionato. Sono orgoglioso che l’ospedale possa offrire tecniche di così alto livello».

«Il dottore Mazzarese ha fortemente creduto nella possibilità di portare l’ECMO nel reparto di Emergenza–Urgenza – commenta Massimo Geraci– una metodica utilizzata a Palermo prima di noi soltanto dall’Ismett (dove non c’è pronto soccorso, ndr). È una procedura che richiede un lungo percorso di formazione e un profilo professionale elevatissimo. Salvare vite con un massaggio cardiaco prolungato è un evento relativamente ordinario in Pronto Soccorso. La straordinarietà, in questo caso, è stata l’integrazione di figure di altissimo livello. Un risultato che può fare da apripista anche per altri ospedali».

La dinamica dell’intervento 

«Nella mattinata del 26 novembre la giovane donna è arrivata in ambulanza al Pronto Soccorso dopo essere stata trovata in stato soporoso dalla madre- racconta Mazzarese- Poco dopo l’arrivo, le sue condizioni si sono aggravate improvvisamente ed è andata in arresto cardiaco. Gli accertamenti hanno evidenziato una grave infiammazione del cuore (miocardite), complicata da un importante versamento pericardico che ne ostacolava il funzionamento. I medici del Pronto Soccorso sono intervenuti immediatamente, coinvolgendo rianimatori e cardiologi e avviando le manovre di rianimazione secondo i protocolli standard. I cardiologi hanno inoltre eseguito una procedura d’urgenza per rimuovere il liquido che comprimeva il cuore. Nonostante oltre un’ora di tentativi, il cuore non mostrava segni di ripresa. Quando la situazione appariva ormai senza possibilità, è stata presa in considerazione una procedura estrema: il supporto extracorporeo ECMO. L’équipe di Rianimazione è intervenuta rapidamente, riuscendo ad avviare il supporto vitale e a stabilizzare la paziente, consentendone il trasferimento in Terapia Intensiva, dove è rimasta ricoverata in per circa 20 giorni. Nel corso del tempo il cuore ha ripreso a funzionare autonomamente, permettendo la graduale sospensione dei supporti vitali, il risveglio e il successivo trasferimento nel reparto di Cardiologia».

L’ECMO attivo da novembre

«Ho proposto tempo fa alla Direzione Strategica l’avvio di un ECMO Team dedicato- spiega Mazzarese- un progetto ambizioso ma necessario per elevare il livello di assistenza ai pazienti critici. La Direzione ha accolto l’idea investendo concretamente nel servizio, con l’assunzione di 6 perfusionisti e la stipula dei contratti per le apparecchiature necessarie. L’ECMO è un servizio altamente specialistico, disponibile solo in pochi ospedali. Dopo un percorso formativo durato diversi mesi, il servizio è stato attivato il 2 novembre di quest’anno. L’ECMO nasce anche come supporto alla rianimazione cardiopolmonare, definita ECPR (Extracorporeal Cardiopulmonary Resuscitation), indicata nei casi di arresto cardiaco refrattario alle manovre rianimatorie convenzionali. Il macchinario funge da supporto temporaneo per cuore e/o polmoni, consentendo agli organi di “riposare” e recuperare grazie a una circolazione extracorporea che ossigena il sangue all’esterno del corpo».

Il commento della direzione strategica

Per il direttore sanitario Domenico Cipolla «è motivo di orgoglio sia per l’azienda sia per i professionisti che ne fanno parte poter cogliere i frutti di un impegno costante che punta all’eccellenza anche nell’emergenza-urgenza».

«La Direzione Strategica aziendale- aggiunge il direttore generale Walter Messina – ha fortemente creduto nelle potenzialità dell’ECMO applicata alle emergenze, investendo sulle risorse professionali e sulla formazione. La presenza della circolazione extracorporea in emergenza-urgenza ha oggi permesso il salvataggio di una giovane vita: questa è la migliore risposta alla visione strategica dell’azienda».

In questo caso, la tecnologia ECMO, unita al lavoro di squadra e alla preparazione dei professionisti, ha fatto la differenza salvando una vita.

Contribuisci alla notizia
Invia una foto o un video
Scrivi alla redazione

    1

    Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)


    Informativa sul trattamento dei dati personali
    Con la presente informativa sul trattamento dei dati personali, redatta ai sensi del Regolamento UE 679/2016, InSanitas, in qualità di autonomo titolare del trattamento, La informa che tratterà i dati personali da Lei forniti unicamente per rispondere al messaggio da Lei inviato. La informiamo che può trovare ogni altra ulteriore informazione relativa al trattamento dei Suoi dati nella Privacy Policy del presente sito web.

    Contenuti sponsorizzati

    Leggi anche