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ISMETT, prima sostituzione transcatetere della valvola tricuspide nel Sud Italia

La procedura è stata effettuata dall'équipe guidata dalla dott.ssa Caterina Gandolfo senza aprire il torace del paziente grazie ad una protesi.

Tempo di lettura: 3 minuti
13 Dicembre 2025 - di

PALERMO. Per la prima volta nel Sud Italia è stata eseguita una procedura di sostituzione transcatetere della valvola tricuspide. L’intervento è stato realizzato in ISMETT senza aprire il torace del paziente grazie ad una protesi. La procedura è stata effettuata dall’équipe guidata dalla dott.ssa Caterina Gandolfo, Direttore dell’Unità di Cardiologia Interventistica, è durata soltanto 50 minuti ed è stata completata con successo. Il paziente è in ottime condizioni cliniche e sarà dimesso nei prossimi giorni.

Si tratta di una novità straordinaria per i pazienti affetti da insufficienza tricuspidale, una malattia spesso grave e invalidante, associata ad alta mortalità e per la quale, fino a oggi, non esistevano terapie realmente risolutive. Non a caso la tricuspide viene spesso definita la “valvola dimenticata”.

«Finalmente- sottolinea Caterina Gandolfo– possiamo trattare in modo efficace la valvulopatia tricuspidale senza ricorrere alla cardiochirurgia tradizionale, quindi senza aprire il torace né fermare il cuore. I risultati sono sorprendenti: la protesi consente di eliminare completamente il rigurgito valvolare. Ricordiamo che i pazienti con insufficienza tricuspidale severa soffrono sintomi debilitanti: problemi epatici, renali, affanno, edemi o gonfiori e spesso sono costretti a ripetuti ricoveri per scompenso cardiaco».

Il rigurgito tricuspidale è molto diffuso nelle fasi iniziali: si riscontra nel 70–90% di chi si sottopone ad ecocardiogramma. Le forme lievi possono essere presenti anche in individui sani, mentre quelle più severe aumentano con l’età e colpiscono maggiormente le donne. Circa il 4% degli over 75 presenta un rigurgito clinicamente significativo ma si stima che oltre il 90% dei pazienti con forme gravi non riceva alcun trattamento.

«Desidero ringraziare tutta la mia squadra, la direzione di Istituto, la direzione clinica e Michele Pilato, direttore del Centro Cuore- sottolinea ancora la d.ssa Gandolfo- per la visione ed il sostegno ai percorsi di innovazione e per la costante collaborazione multidisciplinare che ha reso possibile questo traguardo».

La tricuspide è complessa da trattare a causa della sua anatomia e posizione nel cuore. La protesi transcatetere-Evoque – introdotta all’IRCCS ISMETT è progettata per superare tali difficoltà: composta da una struttura in nitinolo, una fascia in tessuto intra-anulare e lembi in tessuto pericardico, viene impiantata attraverso la vena femorale e guidata ecograficamente fino al cuore. La protesi si ancora all’anello valvolare, eliminando il rigurgito e ripristinando la normale funzione.

«Il panorama delle malattie cardiovascolari diventa ogni giorno più impegnativo- spiega Michele Pilato, Direttore del Centro Cuore di ISMETT- per la complessità dei pazienti, sempre più anziani e con diverse comorbilità. La disponibilità ad ISMETT delle nuove tecnologie e delle strategie di trattamento più avanzate, da quelle chirurgiche tradizionali e mini-invasive a quelle trans-catetere, ci consente di avere diverse opzioni proponibili e di poter selezionare la migliore scelta terapeutica per il giusto paziente, secondo il moderno principio della medicina personalizzata».

«La condivisione e la discussione dei casi clinici- continua Michele Pilato- da parte di un team cardiaco affiatato, composto da figure professionali di alta competenza sono garanzia di appropriatezza della procedura , sicurezza del paziente e qualità del risultato».

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