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La Buona Sanità

Ospedale di Taormina: ottimi risultati nella cardiologia strutturale interventistica

L’U.O.S.D. di Emodinamica si è affermata negli anni come polo di eccellenza. L'intervista al responsabile Giuseppe Cinnirella.

Tempo di lettura: 4 minuti
9 Dicembre 2025 - di

L’U.O.S.D. di Emodinamica dell’Ospedale “San Vincenzo” di Taormina, istituita nel 2003, oltre a occuparsi di angioplastica coronarica e ad essere classificata come punto hub per il trattamento dell’infarto acuto, si è affermata negli anni anche come polo di eccellenza dell’ASP di Messina per la cardiologia strutturale interventistica. Ad illustrare ad Insanitas l’importante attività svolta da tale centro è stato il dott. Giuseppe Cinnirella, responsabile dell’U.O.S.D. di Emodinamica.

Di cosa si occupa l’ambito della cardiologia strutturale interventistica?
«La cardiologia strutturale riguarda gli interventi eseguiti sulle strutture interne del cuore, come la chiusura del difetto interatriale nei pazienti con cardiopatie congenite, la chiusura dell’auricola nei soggetti con fibrillazione atriale, che non possono assumere terapia anticoagulante, la riparazione della valvola mitrale, mediante tecnica edge to edge e il trattamento percutaneo dell’ipertensione arteriosa resistente, che avviene tramite denervazione renale. SI tratta di procedure mininvasive, riservate a pazienti considerati ad alto rischio chirurgico, che vengono eseguite prevalentemente per via femorale, con il vantaggio di garantire una degenza più breve e un recupero più rapido».

Cosa prevedono nello specifico questi interventi?
«La chiusura del difetto interatriale (DIA) permette di correggere un’apertura anomala del setto che separa i due atri, mentre la chiusura dell’auricola sinistra isola la sede in cui più spesso si formano trombi, nei pazienti con fibrillazione atriale. La riparazione della valvola mitrale consente invece di avvicinare e stabilizzare tramite delle clip i lembi valvolari, riducendone il rigurgito. Infine, la denervazione renale consiste nell’interrompere, tramite energia veicolata da un catetere, l’attività del sistema nervoso simpatico renale, responsabile dell’ipertensione resistente».

Un’ulteriore attività svolta nel vostro centro è quella riferita all’Ambulatorio di cardiopatie congenite dell’adulto, avviata in collaborazione con il Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo…
«Sì, è un servizio che portiamo avanti in sinergia con l’èquipe del dott. Paolo Guccione del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo, rivolto ai pazienti operati al cuore in età pediatrica e divenuti adulti, che necessitano di un follow-up specialistico e, in alcuni casi, di ulteriori trattamenti interventistici. In Sicilia, siamo gli unici a prendere in carico questa particolare categoria di utenti».

Com’è strutturata la sua équipe?
«Il nostro team è composto da quattro cardiologi emodinamisti che sono, oltre al sottoscritto, i dottori Gianfranco Capilli, Paolo D’Arrigo e Gessica Motta. Completano la squadra anche otto infermieri e quattro tecnici di radiologia. Collaborano inoltre con noi il dott. Orazio Christian Trovato, per quanto riguarda le attività cardiologiche ed emodinamiche, e il dott. Giuseppe Ronsivalle, che esegue ecotransesofagee di secondo livello, fondamentali per la guida intraoperatoria degli interventi strutturali. Abbiamo voluto infatti valorizzare in particolar modo l’ecografia strutturale, elemento oggi imprescindibile, per una pianificazione e un’esecuzione ottimale delle procedure».

Quanti interventi  legati alla chirurgia interventistica sono stati eseguiti nel 2025 e qual è la provenienza geografica dei pazienti curati nella vostra Unità Operativa?
«Nel 2025 abbiamo effettuato circa 70 chiusure di difetto interatriale o forame ovale pervio, una procedura che rappresenta una nicchia, ma che riveste una grande rilevanza clinica. Le chiusure dell’auricola sono state circa 40, mentre i pazienti congeniti adulti trattati, si sono attestati intorno ai 30. Le procedure sono tutte eseguite con stand by cardiochirurgico del CCPM diretta dal Dott. Sasha Agati. La maggior parte degli utenti proviene dalle province di Messina e Catania, essendo il nostro centro situato a Taormina, ma registriamo accessi anche dalla Calabria e da città siciliane più distanti».

Quali sono gli obiettivi auspicati per il futuro?
«La cardiologia interventistica è un settore dinamico ed in continua evoluzione. La nostra priorità è mantenere un aggiornamento costante e utilizzare device e tecnologie sempre più innovativi. Tutto questo è possibile grazie al sostegno della Direzione Strategica dell’ASP di Messina, che negli ultimi anni ci ha permesso di compiere un significativo salto di qualità. Le sale di emodinamica rappresentano infatti un presidio essenziale per la cura dell’infarto, ma è importante sottolineare che la nostra Unità Operativa ha saputo distinguersi anche nell’ambito della cardiologia strutturale, offrendo ai cittadini un servizio moderno, sicuro e sempre più completo. Il nostro obiettivo resta quindi, quello di continuare ad essere un punto di riferimento per i pazienti del territorio, garantendo un percorso assistenziale efficiente e di alto livello».

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