ASP e Ospedali

Il dettaglio

Cause di mortalità e adesioni agli screening: ecco i dati dell’Ennese

L'Azienda Sanitaria Provinciale guidata da Mario Zappia li ha illustrati presentando il “Profilo di Salute e di Equità della provincia”

Tempo di lettura: 4 minuti
30 Ottobre 2025 - di

La provincia di Enna si conferma la più anziana della Sicilia, con un’aspettativa di vita che, pur superando i 79 anni per gli uomini e gli 83 per le donne, rimane inferiore alla media regionale. Asseconda questa tendenza la bassa fecondità con appena 1,12 per cento e quindi un brusco calo della natalità.

Per quanto riguarda le cause di mortalità, preoccupa soprattutto l’incidenza del diabete, seconda causa di morte che da sola rappresenta oltre il 10 per cento dei decessi registrati, insieme a picchi di mortalità per patologie cardiovascolari e respiratorie croniche. In provincia di Enna si registrano 50 mila pazienti cronici per una spesa a loro dedicata di 100 milioni di euro. Particolarmente significativa è la diffusione di fattori di rischio modificabili quali: sedentarietà, sovrappeso, ipertensione e ipercolesterolemia per i quali si registrano valori superiori al resto della Sicilia.

Se Enna si piazza al primo posto per numero di adesione agli screening e in tre mesi raddoppia i test per il carcinoma alla cervice con il 36,4% (nel semestre 17,3%) e mammografico con il 34,5% (18,2%), c’è ancora da lavorare per l’adesione agli screening per il tumore del colon-retto.

Questi alcuni dei dati che l’Asp di Enna ha mostrato ieri mattino presso la Sala Cerere, presentando il “Profilo di Salute e di Equità della provincia”, uno studio di epidemiologia valutativa che aiuterà tutti gli addetti nell’approccio alla salute pubblica del territorio. L’incontro si è svolto alla presenza dei vertici aziendali, dei rappresentanti istituzionali e di diversi operatori sanitari.

Salvatore Scondotto, professore associato di Igiene Generale e Applicata, ha illustrato i risultati di un lavoro analitico realizzato in stretta collaborazione con la Scuola di Specializzazione di Igiene e Medicina Preventiva dell’Università Kore di Enna. Quella mostrata ai presenti è molto più di una raccolta di dati sanitari: bensì una fotografia completa delle condizioni di vita e di salute della comunità ennese, costruita incrociando indicatori demografici, ambientali, sociali ed economici con le percezioni dirette dei cittadini.

Durante la presentazione, il Direttore Generale Mario Zappia ha sottolineato come questi dati non costituiscano un semplice elenco di criticità, ma rappresentino la base conoscitiva necessaria per costruire una sanità più efficace, questa la motivazione per cui si è dotata di uno strumento operativo, consolidato a livello internazionale, ma poco adottato in Sicilia. A seguito delle evidenze emerse, l’Asp di Enna ha infatti già avviato, programmi di prevenzione mirati e sviluppato strumenti pensati per ridurre concretamente i fattori di rischio emersi.

A tal proposito, uno di questi è il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PPDTA) per l’Educazione alla dieta finalizzata al contrasto al sovrappeso e all’obesità – il 51 per cento della popolazione ennese risulta essere in sovrappeso – un vulnus significativo con statistiche più severe rispetto al contesto nazionale. Il PPDTA, è stato illustrato dal professore Vincenzo Restivo, Direttore della Scuola di Specializzazione Igiene e Medicina Preventiva dell’Università Kore. Questo percorso, inquadrato all’interno dei LEA, è rivolto a tutti i residenti della provincia di Enna, garantendo accesso gratuito, previa valutazione da parte del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta, per un percorso di rieducazione alimentare, sostegno psicologico e formazione al movimento.

Il Direttore Generale Zappia ha illustrato anche le altre iniziative aziendali già intraprese come strategie preventive: il Piano Aziendale della Prevenzione per la promozione dell’attività fisica e la lotta alla sedentarietà; le tante iniziative per la promozione culturale all’adesione degli screening oncologici – Open Day; Motor Home; stand presso fiere e feste di paese. E ancora il PDTA, il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale Diabete già attivo ed il PDTA per lo scompenso cardiaco in fase di attivazione.

Il sistema di sorveglianza PASSI con cui l’Asp raccoglie dati, sui principali fattori di rischio, attraverso interviste telefoniche standardizzate. Ed Infine il modello di aggregazione dei dati attraverso una BDA che consentirà la stratificazione della domanda di assistenza per essere ripensata in senso proattivo: raggiungere il paziente, di cui si monitora il profilo sanitario, prima che questo diventi acuto.

Il lavoro da fare è tanto e l’obiettivo è ambizioso: passare a una vera e propria medicina di iniziativa, capace di raggiungere i cittadini prima che le patologie diventino acute, promuovendo stili di vita sani, screening preventivi periodici e interventi mirati sulle priorità del territorio.

Come ha sottolineato il dg Zappia: “è fondamentale la sinergia tra azienda sanitaria, istituzioni locali, e cittadini. Il profilo di salute è un documento in continua evoluzione, uno strumento operativo che non tutti hanno, il quale necessita del coinvolgimento attivo della comunità per identificare al meglio i bisogni e costruire insieme le risposte sanitarie più efficaci”.

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