Sicilia, oltre 130.000 affetti da psoriasi: il 29 ottobre l’Open Day al Policlinico di Messina

26 Ottobre 2019

L’UOC di Dermatologia diretta dalla prof. Serafinella Patrizia Cannavò aderirà alla Giornata Mondiale della Psoriasi, promossa in Italia dall’ADIPSO.

 

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Martedì 29 ottobre al Policlinico “Martino” di Messina, l’UOC di Dermatologia diretta dalla prof. Serafinella Patrizia Cannavò aderirà alla Giornata Mondiale della Psoriasi, promossa in Italia dall’ADIPSO (Associazione per la DIfesa degli PSOriasici).

Dalle 10 alle 15 al quarto piano del padiglione H, il personale medico offrirà informazioni sulla malattia.

In Sicilia sono oltre 130.000 le persone colpite dalla psoriasi, una malattia cronica infiammatoria, ovvero una dermatite, che non è contagiosa, ma che può essere invalidante per le gravi ripercussioni psico-emotive e la possibile presenza, in contemporanea, di patologie internistiche quali artrite, diabete, obesità, ipertensione, malattie intestinali e oculari.

L’UOC di Dermatologia del Policlinico Universitario di Messina è centro di riferimento nazionale per la cura della psoriasi (già centro PSOCARE) e da anni dispone di un ambulatorio e personale sanitario dedicato, che si occupa integralmente del paziente psoriasico e si avvale della collaborazione di consulenti specialisti di altre discipline, tra cui internisti, in quella che viene definita oggi la Psoriasis Unit.

Anche quest’anno il centro ha voluto supportare l’open day dedicato alla patologia, con l’obiettivo di fornire alla popolazione un’informazione corretta e qualificata, oltre che sensibilizzare su una patologia ingiustamente sottovalutata.

In questi ultimi anni si sono registrati molti progressi in termini di diagnosi precoce e trattamenti sempre più efficaci anche in forme gravi e invalidanti. Sono, tuttavia, ancora molti i passi da fare nell’accesso alle cure e sul fronte della sensibilità sociale.

Senso di disagio e di imbarazzo che affliggono questi pazienti, sono alimentati anche da un certo atteggiamento discriminatorio che ancora incide sulla vita di relazione, specie nelle forme più visibili.

“La Psoriasi – spiega la professoressa Serafinella Patrizia Cannavò (nella foto), Ordinario di Dermatologia dell’Ateneo messinese e direttore dell’UOC di Dermatologia del Policlinico Martino- è una patologia complessa che oggi può disporre di numerose terapie “cucite” sul singolo paziente in relazione alla gravità del suo quadro clinico e della sua qualità di vita, spesso gravemente compromessa: il trattamento, infatti, può spaziare dai topici (creme, lozioni), alla fototerapia (UVB a banda stretta), fino a farmaci sistemici immunomodulanti (ciclosporina, methotrexato, tretinoina e farmaci biotecnologici)”.

E aggiunge: “Nel nostro Centro il paziente affronta l’iter diagnostico con un approccio multidisciplinare e può accedere alle terapie più innovative. Quest’ultimo aspetto è particolarmente delicato nel momento storico attuale, dove drastici sono i “tagli” alla spesa pubblica, in particolare, in Sanità. È giusto, tuttavia, che la Società e la classe politica riconoscano nella Psoriasi un problema sociale e se ne facciano carico”.

Secondo il World Psoriasis Happiness Report 2017, primo rapporto globale sull’indice di felicità dei pazienti che convivono con questa malattia cronica il ritratto dei pazienti italiani affetti da psoriasi, indica un quadro fosco.

Stress, solitudine e disagio– con una netta differenza fra uomini e donne nei livelli di felicità, a prescindere dal grado di severità della patologia, ed un livello di benessere che dipende anche dalla qualità del rapporto con il medico curante- sono, infatti, elementi peculiari. Tale studio collocava l’Italia agli ultimi posti (16° posto sui 19 Paesi considerati).

In tutti i Paesi presi a campione, i primi tre fattori dello stile di vita più influenzati dalla psoriasi sono la vita emotiva, l’attività motoria e l’intimità sessuale, quindi la psoriasi condiziona anche gli aspetti professionali e familiari.

“Desquamazione cutanea, arrossamento della pelle e prurito, spesso responsabile di escoriazioni sanguinanti – evidenzia Cannavò- sono tutti sintomi importanti, a cui si associa, talora, un certo grado di invalidità nei movimenti. Circa un terzo dei pazienti riferisce sensazione di solitudine a prescindere da età, severità della patologia e stato socio-economico”.

“I pazienti – conclude Mara Maccarone, Presidente ADIPSO, Associazione per la Difesa degli Psoriasici che quest’anno compie 30 anni – dovrebbero ricevere supporto dai medici e dalla Società, per non sentirsi discriminati, soprattutto adesso che sono disponibili cure efficaci, ma il disagio e il senso di abbandono sono tra le condizioni ancora più diffuse associate alla Psoriasi”.

In Italia, oltre il 50% dei pazienti ritiene che il proprio medico comprenda appieno l’impatto che la psoriasi esercita sulle loro vite, ma l’altra metà non si sente compresa e non ha fiducia nel fatto che, il sistema sanitario nazionale abbia l’obiettivo di migliorare la loro condizione di salute.

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