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Case di cura

Chirurgia protesica al ginocchio

Sicilia, ecco la robotica ortopedica in sala operatoria

Antonio Tigano, presidente del Gruppo, annuncia i primi interventi effettuati presso le case di cura Carmona (Messina), Villa Salus (Siracusa), Latteri (Palermo), Valsalva (Catania) e Sant’Anna (Trapani), con l’ausilio di “OmniBotics.

Tempo di lettura: 3 minuti

«Coniugare le competenze della nostra équipe chirurgica e l’intelligenza artificiale dei robot di ultima generazione con l’obiettivo di diventare polo di riferimento siciliano per la chirurgia ortopedica. Grazie all’acquisizione delle tecnologie innovative per l‘artroprotesi totale del ginocchio, le nostre strutture oggi sono le uniche in Sicilia a utilizzare un dispositivo di tensionamento robotico dei legamenti, che pianifica il perfetto posizionamento dell’impianto». Così Antonio Tigano, presidente del Gruppo, annuncia i primi interventi effettuati presso le case di cura Carmona (Messina), Villa Salus (Siracusa), Latteri (Palermo), Valsalva (Catania) e Sant’Anna (Trapani), con l’ausilio di “OmniBotics”, tecnologia che ha rivoluzionato l’approccio chirurgico convenzionale, colmando il gap territoriale che è spesso causa di migrazione sanitaria verso centri specializzati del Nord Italia, dove la robotica è già entrata a pieno titolo in sala operatoria.

Interventi personalizzati con ricostruzioni tridimensionali sulla base dell’anatomia del paziente, recupero post-operatorio rapido ed efficiente: «Negli ultimi tempi sono in aumento i pazienti che si rivolgono al chirurgo ortopedico per problemi di artrosi del ginocchio, che in molti casi possono essere risolti solo con l’impianto di una protesi – sottolinea Santino Foti, specialista dell’Unità Funzionale di Ortopedia della casa di cura Carmona, struttura che opera anche in regime di convenzione – al giorno d’oggi, inoltre, è necessario eseguire impianti in pazienti sempre più giovani, dove occorre una precisione estrema nel mantenere un corretto bilanciamento articolare (corretto tensionamento dei legamenti, della capsula articolare, dei tendini). Condizioni, queste, imprescindibili per un efficace funzionamento dell’impianto protesico e per la sua durata».

Inoltre, Foti aggiunge: «Una percentuale di pazienti (15%-20%) sottoposti a trattamenti chirurgici tradizionali e sempre validi, a fronte di un corretto posizionamento della protesi, continuano tuttavia a lamentare dolore e limitazione funzionale. Una condizione di insoddisfazione che può dipendere dal non corretto bilanciamento articolare: aspetto che ha sempre rappresentato una criticità in tale ambito. Questo avanzato sistema di robotica permette di ottenere un perfetto allineamento dell’arto. Una crescita possibile grazie alla sensibilità del Gruppo Tigano- sempre attento alle innovazioni tecnologiche in ambito sanitario- e al contributo del nostro team di medici. Tale sistema si avvale di un tensionatore robotizzato che svolge una duplice azione: effettuare i tagli ossei, analizzando la tensione dei tessuti molli durante tutto l’arco di movimento di flesso estensione, acquisendola e permettendo al chirurgo di fare un accurato planning; misurare i risultati e confermare il perfetto bilanciamento articolare».

Una tecnica “sartoriale, che grazie alla mininvasività e alla maggiore longevità – con riduzione del numero di interventi di revisione protesica – consente anche un ritorno all’attività sportiva: «Investire in innovazione tecnologica- conclude il presidente Antonio Tigano- vuol dire offrire ai cittadini prestazioni adeguate, contribuendo al contenimento della mobilità passiva. Siamo certi che il percorso intrapreso dal nostro Gruppo consentirà di avviare questo importante cambiamento di rotta».

 

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