Sette anni dopo, il Polo oncologico di Messina è ancora una grande e vergognosa incompiuta…

21 Aprile 2016

Era previsto all'ospedale Papardo da una legge regionale del 2009, con fondi disponibili per quasi 40 milioni di euro. CittadinanzAttiva ha riacceso i riflettori sulla vicenda, con una conferenza dei sindaci della provincia alla presenza del manager Michele Vullo che ha già presentato un esposto in Procura.

 

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MESSINA. Ogni anno migliaia di siciliani ammalati di cancro sono costretti a lasciare la propria regione per curarsi in altre zone d’Italia. Veri e propri viaggi della speranza che costano fatica, tempo e soprattutto denaro a chi sta già combattendo una battaglia contro una terribile malattia: 150 milioni di euro annui.

Eppure la legge regionale 9 del 2009 prevedeva la realizzazione di un Polo oncologico d’eccellenza all’ospedale “Papardo” di Messina. Una struttura all’avanguardia per la quale erano stati stanziati 39 milioni di euro, di cui 28 provenienti da un finanziamento europeo.

A sette anni di distanza, però, del Polo non c’è nemmeno l’ombra: la norma che ne sanciva la costruzione, pur essendo ancora in vigore, è stata messa da parte.

Nel 2010 l’allora assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, ha disposto lo spostamento delle risorse per la futura fusione tra gli ospedali “Papardo” e “Piemonte”.

Finora il finanziamento è servito solo all’acquisto di attrezzature mediche mai utilizzate, oltre che alla ristrutturazione di un padiglione del Papardo che però è rimasto vuoto, così come il reparto di Terapia intensiva progettato per ospitare otto pazienti.

Una vicenda contorta sui cui CittadinanzAttiva ha riacceso i riflettori nell’ambito di una Conferenza dei Sindaci della provincia messinese svoltasi ieri mattina nel Salone delle Bandiere del Comune di Messina.

Un appello a cui però solo in pochi hanno risposto. All’incontro, infatti, c’erano solo i sindaci di Messina, Savoca, San Pier Niceto, Terme Vigliatore, Ucria e Milazzo.

Presente anche il direttore generale del Papardo- Piemonte, Michele Vullo, il quale nei mesi scorsi aveva tentato di porre chiarezza sullo spreco di denaro pubblico presentando un esposto alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti.

Adesso spunta il dossier di CittadinanzAttiva che ha recentemente chiesto e ottenuto l’accesso agli atti, mentre Michela Giuffrida, parlamentare europea del gruppo progressista dei socialisti democratici ha presentato un’interrogazione parlamentare.

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