Alessandro Caltagirone

Servizi radiologici dell’Asp di Caltanissetta, la riflessione del Dg Caltagirone

19 Febbraio 2020

Il direttore generale traccia un bilancio.

 

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I SERVIZI RADIOLOGICI DELL’ASP DI CALTANISSETTA. RIFLESSIONI DEL DG ALESSANDRO CALTAGIRONE: COME’ERANO, COME SONO E COME SARANNO

«A volte in Sanità non serve fare proclami, ma agire in modo continuo e silenzioso per ridare dignità ai servizi non funzionanti e poi, magari, fare un salto in avanti e andare oltre la sufficienza e spingersi verso l’eccellenza.

Adesso, quasi alla fine del percorso intrapreso, vedendo l’obiettivo molto più vicino, mi sento di raccontare quanto fatto nel 2019.

Era l’inizio del 2019 ed al mio arrivo, tra i tanti problemi riscontrati in questa ASP, ho posto l’attenzione sui servizi radiologici: carenza di personale ed apparecchiature guaste o dismesse.

La cosa mi ha lasciato molto amareggiato e, come è giusto che si faccia, mi sono sbracciato per comprendere le ragioni di tale abbandono.

Si inizia da Gela: una TAC guasta ed una che fatica a lavorare. Tutto il carico di lavoro concentrato su una macchina. Quando si guasta c’è un ospedale bloccato ed i pazienti interni ed esterni vengono dirottati verso altri siti.

C’è da prendere una decisione immediata. Decido di utilizzare una convenzione Consip e acquisiamo una TAC Philips di ultima generazione con una formula pluriennale che garantisce anche la manutenzione full risk (tutto compreso senza mai una discontinuità dei servizi manutentivi). Il costo è molto vantaggioso (considerazione per un addetto ai lavori): sono 750.000 euro.

Immagino come potrebbe essere la sala con la nuova apparecchiatura. Il mio ideale di umanizzazione non si sposa con la situazione del presidio. Allora decido di fare un intervento in sala: ristrutturiamola, diamogli un po’ di modernità, sistemiamo il sistema di climatizzazione che il primario mi rappresenta sia un problema atavico.

La sala ha le dimensioni standard, ma mi appare piccola. Diamo anche un tocco di modernità tecnologica: parete retroilluminata che raffigura una spiaggia con sabbia e palme. Il risultato lascia tutti stupiti.

Ma mi vedo perplesso. Come si arriva a questa sala? Mi faccio mostrare il percorso dall’ingresso del presidio. Il look è datato e serve qualcosa. Decido di provvedere alla bonifica di tutto il percorso: pannelli colorati, paracolpi e paraspigoli e pannelli di controsoffitto colorati in modo alternato.

Ci siamo.- Adesso tutto si presenta bene. Adesso pensiamo a tutta l’ASP. Le macchine spesso si fermano e l’intervento non è tempestivo. Forse meglio rivolgersi ai produttori. La nostra dotazione è principalmente prodotta da Philips e dalla General Electric.

Ma non basta fare contratti di manutenzione pluriennale. Pensiamo a come saranno queste macchine fra qualche anno. Serve portarle all’ultima versione presente sul mercato. Allora sottoscriviamo due contratti di manutenzione pluriennale con tanti aggiornamenti tecnologici.

La somma complessiva va oltre il 2.600.000 euro, su un periodo di tre anni, ma con gli aggiornamenti fatti nel primo anno. Ottimo risultato. La continuità assistenziale è garantita.

Serve adesso guardare ai siti periferici. Ci sono le apparecchiature per radiologia tradizionale di San Cataldo, Mussomeli, Mazzarino e Niscemi che non vanno. Si attiva una procedura. Dura qualche mese, ma otteniamo un ottimo risultato. Aggiornamento di tutte e 4 le apparecchiature con ammodernamento e digitalizzazione diretta delle immagini con 250.000 euro di spesa.

E sì, la digitalizzazione. Processo importante in questa nuova era tecnologica. Le immagini vengono cosi prodotte e trasferite in qualunque presidio per la refertazione.

Serve adesso un protocollo per consentire la refertazione a distanza. Presto fatto. Il fisico condivide e mi assiste. Protocollo sottoscritto e deliberato. Da subito qualunque medico radiologo può refertare le immagini prodotte altrove.

Questo perché i radiologi sono pochi, ma anche i tecnici sono pochi.

Sollecito gli uffici ad avviare procedure e definire quelle in essere. Si avvia un percorso che viene monitorato frequentemente. Il risultato alla data in cui scrivo questo articolo è soddisfacente.

I medici sono 27 su 29 (4 nuovi reclutamenti) previsti in pianta organica mentre i tecnici di radiologia sono 62 su 64 (10 nuovi reclutamenti) previsti in pianta organica. Anche questa è fatta.

Mancano le apparecchiature radiologiche tradizionali nei due ospedali principali di Gela e Caltanissetta (una in corso di installazione ed a seguire l’altra), per i poliambulatori delle stesse città (procedure di acquisizione in corso di completamento) e qualche apparecchiatura portatile di corsia e di sala operatoria (anche quelle avviate) per circa 1.500.0000 di euro.

Manca ancora poco ad un assetto organizzativo perfetto. Gli ospedali che gestiscono gli esami radiologici dei pazienti ricoverati e di quelli che provengono dal pronto soccorso e l’utenza esterna che si rivolge principalmente ai poliambulatori.

Questo sarà il nuovo assetto (ci vorrà ancora qualche mese) con la popolazione soddisfatta dei servizi del territorio e con tempi medi di attesa degni di un paese civile».

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