Salute e benessere

L'iniziativa

Servizi nutrizionali, l’appello degli esperti: «Siano accessibili a tutti i cittadini»

Un’adeguata alimentazione necessita anche di una corretta promozione in ambito preventivo e clinico. Questo il fulcro del convegno che si è svolto a Palermo.

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PALERMO. Un’adeguata alimentazione necessita anche di una corretta promozione in ambito preventivo e clinico. Questo il fulcro del convegno “Servizi nutrizionali offerti e disomogeneità regionali. Le reti di struttura: realtà o utopia?”, che si è svolto a Villa Malfitano Whitaker. Un evento nazionale satellite, a cui ne seguiranno altri tre in altre città italiane, promosso dal ministero della Salute, organizzato dal Dasoe e dall’Ufficio Speciale Comunicazione dell’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana, in collaborazione con i componenti TaSiN Ministero della Salute e TaRSiN Regione Siciliana.

L’evento è finalizzato alla promozione della cultura della nutrizione e dell’adeguata alimentazione in un’ottica multidisciplinare: «I Tarsin hanno come finalità quella di portare avanti le linee programmatiche relative alla sicurezza nutrizionale- afferma Elena Alonzo, coordinatrice della rete nazionale dei Tarsin- In Sicilia abbiamo un Tarsin che è stato istituito già nel 2017 e fa parte di questa rete nazionale che attualmente mette insieme otto regioni e le due provincie autonome di Bolzano e Trento. È una rete molto importante sulla quale il Ministero sta facendo molto affidamento. A livello ministeriale è attivo il tavolo nazionale sulla sicurezza nutrizionale da dove nascono tutte le linee programmatiche e operative che, grazie a questa rete, giungono alle regioni. Qui attraverso i SIAN (Servizi d’Igiene Alimenti e Nuitrizioni) delle Asp è possibile attuare rapidamente tutte le azioni programmatiche e operative definite a livello nazionale per la promozione della sana alimentazione attraverso il modello della dieta mediterranea».

Questi incontri hanno quindi la funzione di creare linee guida per evitare nel miglior modo possibile la diffusione di sovrappeso e obesità, della malnutrizione per difetto (che può verificarsi anche durante la degenza), della diffusione dei disturbi alimentari in età sempre più precoce, dell’impoverimento della popolazione, delle problematiche legate alla sostenibilità dell’attuale modello agro-alimentare.

Daniela Segreto, dirigente dell’Ufficio speciale comunicazione per la salute dell’assessorato alla Salute, coordinatrice dal 2017 del tavolo Tarsin Sicilia, afferma: «Il motivo di incontri come questo, momenti di confronto, risiede nell’importanza di stare insieme a livello nazionale perché, quando ci si siede in un tavolo regionale si fanno una serie di ragionamenti, ma è poi a livello nazionale che si prendono quelle decisioni programmatiche che hanno impatto su tutto il sistema sanitario. In questo caso è davvero importante perché a gennaio ci saranno gli Stati generali della nutrizione e il ministero stesso ha stabilito dovessero esserci tre momenti di confronto per portare una documentazione che potesse affrontare le criticità e le possibili soluzioni».

«La Sicilia è stata scelta per uno dei tanti obiettivi che è quello di dare omogeneità alla rete della programmazione nutrizionale- continua Daniela Segreto- È vero che la nostra regione è la culla della dieta mediterranea ma c’è anche un alto tasso di obesità e sovrappeso, soprattutto nella popolazione pediatrica. Non si parla soltanto di sovrappeso ma anche di popolazioni indigenti che non hanno assolutamente nulla da mangiare. Si parte da qui, quindi, cercando di avere servizi nutrizionali davvero all’altezza ed efficienti: è necessario che tutti i cittadini della regione abbiano la possibilità di accesso anche a questo tipo di servizi».

«Questa giornata è il primo di una serie di appuntamenti che hanno lo scopo di fare il punto sulla situazione nutrizionale del nostro Paese. Stiamo esplorando vari ambiti: sia la parte della nutrizione clinica che nutrizione come strumento di prevenzione- afferma Giuseppe Plutino, dirigente medico del Ministero della Salute- Il modello di riferimento è la dieta mediterranea, riconosciuta universalmente come uno dei modelli alimentari più importanti. Si è visto che questo modello garantisce una longevità superiore rispetto ad altri modelli, insieme a quello giapponese. L’obiettivo finale è di proporre un documento di consenso nazionale per poter, in un tempo ragionevolmente breve, arrivare alla risoluzione dei problemi legati alla nutrizione, sia nazionali che regionali».

Uno degli obiettivi è anche cercare di ridurre la differenza che esiste tra nord e sud, poichè ci sono intere aree prive di servizi dietetica e nutrizione clinica: «Questi problemi si riflettono sulla popolazione, non solo quella sana, ma soprattutto su quella ospedaliera. Ci sono studi che dimostrano come una cattiva nutrizione a livello nosocomiale comporta un aumento del 30% dei tempi di ricovero”, conclude Plutino.

Grande rilevanza ha quindi la nutrizione clinica, che se affrontata in modo errato, come detto in precedenza, può essere la causa di ulteriori problemi, conducendo talvolta anche alla morte: «La nutrizione clinica è proprio la branca della medicina che si occupa di prevenire e curare le alterazioni metaboliche e nutrizionali conseguenti alle patologie acute e croniche» chiarisce Maurizio Muscaritoli, professore di medicina interna all’Università La Sapienza e presidente SINuC, aggiungendo: «Molte malattie croniche, anche la stessa patologia oncologica, determinano uno scadimento delle condizioni nutrizionali che si manifestano con la perdita peso e soprattutto con la perdita di massa muscolare. La malnutrizione rappresenta una complicanza di molte condizioni. Oggi è assolutamente chiaro che i pazienti malnutriti non solo rispondono meno bene alle terapie, ma rischiano di ammalarsi e morire di più».

«Il compito della nutrizione clinica è proprio di individuare precocemente quelle condizioni in cui sono presenti alterazioni dello stato nutrizionale- sottolinea Muscaritoli- Dall’altro versante c’è anche la malnutrizione per eccesso (obesità e sovrappeso), che comporta rischi di salute e aumenti considerevoli dei costi di gestione sanitaria. Le unità operative di nutrizione clinica sono molto disomogenee, sia quantitativamente che qualitativamente. Questo si traduce in una difformità della possibilità accesso alle cure. Molto di questo dipende dal fatto che la stessa formazione in nutrizione clinica non sia ben rappresentata. È necessario migliorare grandemente anche i servizi che siamo in grado di erogare».

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