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Emergenza urgenza

Snami Messina

Scoppia la protesta al 118: al via stato di agitazione di 30 giorni

A proclamarlo lo Snami Messina che annuncia le vie legali contro una disposizione assessoriale sui trasporti secondari non urgenti di pazienti Covid. Contestato pure il mancato versamento del Bonus Coronavirus.

Tempo di lettura: 2 minuti

MESSINA. «Adiremo le vie legali». Lo annuncia lo Snami Messina, contestando il coinvolgimento del 118 siciliano nei trasporti secondari non urgenti dei pazienti COVID dagli ospedali ai propri domicili.

Sotto accusa una nota dell’assessorato regionale alla Sanità del 7 ottobre, firmata dal dirigente generale del Dipartimento per la Pianificazione strategica, Mario La Rocca, che appunto dispone- “ove indispensabile”- il ricorso ai mezzi del 118 nel caso in cui non fossero disponibili nè le ambulanze degli ospedali, nè quelle delle Asp competenti.

Il segretario provinciale Antonino Grillo sottolinea: «Intravediamo un rischio concreto di compromissione del corretto funzionamento delle reti tempo dipendenti, fiore all’occhiello della sanità messinese».

Inoltre lo Snami Messina punta l’indice contro «la condotta antisindacale operata da fin troppo tempo ai danni della categorie e le mancate convocazioni in tempi pre- e post-covid, che non lasciano dunque altro margine se non proclamare lo stato di agitazione per i prossimi 30 giorni».

Tra gli altri motivi della protesta, riassunti in un documento, figurano:

– il mancato rinnovo contrattuale dal 2010, più volte sollecitato;

– il mancato versamento del bonus di € 1.000 stanziato e riconosciuto nella Legge Finanziaria da ultimo pubblicata in Gurs per le prestazioni rese dal personale impegnato in prima linea nel fronteggiare l’emergenza del COVID 19.

– la proroga di fatto del blocco del contratto di lavoro e delle convenzioni regionali, previste dal contratto del 2010, insieme con la sottrazione di risorse certe;

– il blocco del turnover, che frustra le speranze dei giovani e dei precari, ledendo le legittime aspettative del diritto alla stabilizzazione, finora più volte (solo) annunciata.

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