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Sclerosi multipla, a Villa Sofia attivato un ambulatorio nutrizionale per i pazienti

30 Marzo 2016

Il servizio è operativo da alcuni giorni presso il Centro di Neuroimmunologia diretto da Salvatore Cottone. Numerosi studi hanno confermato che un adeguato trattamento alimentare può contribuire a prevenire e contrastare meglio questa malattia.

 

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PALERMO. Un adeguato trattamento alimentare può contribuire a prevenire e contrastare meglio la sclerosi multipla. Così l’Azienda Villa Sofia-Cervello ha istituito uno specifico ambulatorio, operativo da pochi giorni presso il Centro di Neuroimmunologia di Villa Sofia, diretto da Salvatore Cottone.

Il servizio di nutrizione clinica per il trattamento dei pazienti affetti da sclerosi multipla è attivo tre volte la settimana (lunedì-mercoledì-venerdì) su prenotazione (091-7808961 e 091-7808957) ed è dedicato ai pazienti (circa 800) in cura presso il centro di sclerosi multipla di Villa Sofia, punto hub di riferimento per Palermo e Trapani.

«Studi recenti- sottolinea Salvatore Cottone– hanno focalizzato l’attenzione sul possibile ruolo di fattori alimentari nella genesi di questa patologia. Sono stati pubblicati lavori scientifici su possibili approcci nutrizionali volti al miglioramento di alcuni sintomi della malattia e con un effetto favorevole sul decorso».

«Il trattamento nutrizionale dei fattori predisponenti alla genesi della sindrome metabolica si rivela particolarmente utile nella prevenzione degli effetti pro-infiammatori normalmente ad essa associati. Questo approccio può essere utile inoltre nel trattamento di alcuni degli effetti iatrogeni associati alla somministrazione delle terapie necessarie al trattamento della sclerosi multipla, migliorando quindi sia l’aderenza alla terapia che il decorso e la qualità di vita del paziente».

Gli studi scientifici

Le prime evidenze scientifiche sul tema risalgono agli anni ’50 quando per la prima volta un neurologo dell’Oregon (USA), Roy Swank, dimostrò come una dieta povera di grassi animali somministrata a pazienti affetti da sclerosi multipla poteva avere un effetto in termini di miglioramento di disabilità e progressione della malattia, soprattutto nei casi trattati precocemente.

Questi risultati sono stati successivamente confermati da altri studi sulle abitudini alimentari dei pazienti con sclerosi multipla, suggerendo il possibile ruolo concomitante di alcune tipologie di malnutrizione legate ad un ridotto apporto di importanti nutrienti.

Recentemente infatti una ricerca condotta alla John Hopkins University di Baltimora dalla dottoressa Sandra D. Cassard, su un campione di donne affette da sclerosi multipla, ha mostrato una carenza di folato, vitamina E, magnesio, carotenoidi e flavonoidi, ossia di molecole con capacità antiossidanti e antinfiammatorie particolarmente importanti nella prevenzione e trattamento delle patologie cronico-degenerative.

Questi dati sono stati confrontati con un campione di donne sane, ed è stata rilevata una correlazione tra fatica cronica e deficit delle funzioni cognitive dei pazienti.

Un’altra ricerca condotta ad Harvard e coordinata dal dottor Alberto Ascherio, ha mostrato inoltre un possibile ruolo etiopatogenetico della vitamina D, i cui livelli ematici possono correlare sia con il tipo di decorso di malattia che con la progressione della disabilità. Tale ipotesi necessita di ulteriori conferme e indica sempre di più il ruolo giocato da alcuni micronutrienti.

Altri studi hanno inoltre evidenziato la particolare associazione tra questa patologia e fattori tipicamente presenti in alcuni disturbi metabolici quali ad esempio la predisposizione alla resistenza insulinica, un fattore che pare innalzare i parametri di disabilità.

Questi dati suggeriscono anche come l’adiposità, spesso presente in soggetti affetti da sclerosi multipla, sia un fattore coinvolto nell’innalzamento di tali parametri.

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