Sclerosi multipla, cause e cure: a Caltanissetta un congresso di due giorni con esperti a confronto

13 Aprile 2017

Resoconto e foto dell'evento organizzato da Michele Vecchio, primario di Neurologia dell'ospedale Sant'Elia. Tra gli intervenuti Giancarlo Comi, direttore dell'Istituto di Neurologia Sperimentale del San Raffaele di Milano.

 

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CALTANISSETTA. Ha preso il via questa mattina (giovedì) la “due giorni” di approfondimento e confronto sulla Sclerosi Multipla, il congresso dal titolo “Sicily Multiple Sclerosis“, organizzato dal primario di Neurologia dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, Michele Vecchio.

Numerosi esperti nella materia si stanno confrontando all’interno della splendida cornice del teatro Regina Margherita. Nuovi studi, terapie possibili, scoperte, alcuni dei temi affrontati e seguiti con grande interesse dai partecipanti.

«Si tratta di una delle malattie- ha affermato Giancarlo Comi, direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale dell’ospedale San Raffaele di Milano– in cui gli sviluppi di conoscenze sono enormi negli ultimi tempi e soprattutto sono trasferiti anche sull’aspetto della terapia. Abbiamo avuto pochi giorni fa l’approvazione della prima terapia per le forme più gravi di Sclerosi Multipla e, dunque, si apre uno spiraglio anche per i pazienti affetti da quest’ultima. Contemporaneamente, la nostra capacità di controllare la malattia nelle forme meno gravi è diventata estremamente avanzata, quindi non possiamo che essere ottimisti».

Poi Comi aggiunge: «La durata media della vita di un paziente affetto da sclerosi multipla è solo modestamente ridotta rispetto a quella delle altre persone e grazie a questi nuovi tipi di trattamento possibili il nostro obiettivo è portarla ai valori attesi di una qualsiasi persona. Semmai, il problema è che se prima dell’arrivo di queste terapie la malattia portava il paziente sulla carrozzina o a una grave disabilità nel 90 per cento dei casi- quindi una persona quando arrivava a 50 anni aveva il 70 per cento di possibilità di non essere più in grado di camminare- ora il decorso è fortemente migliorato e il nostro obiettivo è quello di migliorarlo ulteriormente».

Per quanto riguarda le cause, la sclerosi multipla si configura nel corpo di ogni singola persona per una serie di fattori molto variabili: «Vi sono componenti sia genetiche che ambientali– sottolinea Comi- Abbiamo scoperto almeno 250 diversi geni che possono contribuire al rischio di questa malattia ma nessuno di questi, se preso da solo, può provocarla. Questo non vuol dire che se il padre o la madre hanno la sclerosi multipla l’avrà necessariamente anche il figlio. In più ci sono una serie di fattori ambientali, conosciamo sicuramente il fumo, la carenza di vitamina D, cibi troppo salati come elementi abbastanza importanti come responsabili di questo rischio di malattia».

Oggi la Sclerosi Multipla rappresenta la più frequente causa di disabilità, dopo gli incidenti stradali, negli individui di età compresa tra 15 e 45 anni. «Colpisce più frequentemente giovani adulti, uomini e soprattutto donne in età fertile, individui spesso all’acme della loro carriera lavorativa- spiega il primario di Neurologia dell’ospedale Sant’Elia e organizzatore del congresso Michele Vecchio– È proprio per poter garantire a questi pazienti il diritto a crearsi una famiglia, la possibilità di proseguire la propria professione e di mantenere un’autonomia nella gestione della propria vita, che in Italia come in tutto il mondo centinaia di Neurologi clinici e di ricercatori lavorano quotidianamente nei numerosi Centri Sclerosi Multipla”.

Inoltre, Vecchio sottolinea: «Siamo orgogliosi di avere organizzato nel corso degli anni un centro Sclerosi Multipla che ha ricevuto da parte dell’Assessorato regionale alla Salute la denominazione di Centro Hub di riferimento per Caltanissetta, Agrigento ed Enna. Attualmente circa 500 pazienti sono seguiti presso il nostro Centro. La SM rappresenta un esempio paradigmatico delle nuove sfide poste dalle malattie croniche ad elevata complessità; infatti le crescenti esigenze dei pazienti affetti da SM non sono legate solo all’ospedalizzazione e alla diagnosi, ma richiedono un sempre più alto grado di specializzazione della conoscenze. La rete di rapporti tra professionisti esperti nella malattia realizzatasi nel corso degli anni ci ha consentito di organizzare questo evento scientifico che vede protagonisti i più importanti opinion leader nazionali, i quali rappresentano a livello internazionale un’eccellenza scientifica italiana».

Infine, il primario del Sant’Elia conclude: «Il trattamento della SM nelle sue molteplici manifestazioni necessita di una forte cooperazione tra molteplici discipline e professionalità. La SM costituisce un impegno prioritario in ambito neurologico, come dimostrato dai risultati della ricerca scientifica e dalle energie spese nei servizi dedicati alla malattia; i neurologi dei Centri SM possono, con le loro conoscenze e la loro dedizione, fare la differenza per la qualità della vita dei pazienti. Lo scopo di questo congresso è focalizzare le più recenti evidenze scientifiche relative a questa patologia ad elevato impatto sociale, al fine di impostare un dibattito costruttivo tra esperti volto a fornire ai pazienti risposte sempre più efficienti».

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