Sciopero della Sanità privata, numerose adesioni anche in Sicilia

16 Settembre 2020

Il rinnovo del contratto di settore, infatti, è atteso da oltre 14 anni, gli ultimi 3 di trattative tra le parti. Non è stato dato ancora seguito alla firma della preintesa.

 

di

PALERMO. In tutta Italia migliaia di lavoratori della sanità privata, tra infermieri, operatori sanitari e amministrativi oggi hanno incrociato le braccia in occasione dello sciopero nazionale indetto da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

Ad animare il presidio organizzato a Palermo davanti alla sede regionale dell’Aiop, che insieme ad Aris raccoglie i datori di lavoro del settore, i cori “Vergogna, vergogna” e “Contratto subito”. Il rinnovo del contratto di settore, infatti, è atteso da oltre 14 anni, gli ultimi 3 di trattative tra le parti.

«L’altissima adesione allo sciopero in Sicilia è un segnale importante rivolto ai datori di Aiop e Aris: la disparità di trattamento tra lavoratori della sanità pubblica e della sanità privata, sia dal punto di vista normativo sia dal punto di vista economico, a parità di mansioni non è più accettabile», dicono i segretari generali regionali delle tre sigle Gaetano Agliozzo, Paolo Montera ed Enzo Tango.

In regione la partecipazione media ha superato in molte strutture anche l’80 per cento delle adesioni e in alcuni casi ha sfiorato anche il 100 per cento dei lavoratori, al netto ovviamente di coloro i quali sono rimasti al lavoro per garantire i servizi minimi previsti per legge. Al presidio, inoltre, hanno partecipato anche molti lavoratori di Seus 118, la società regionale per l’emergenza-urgenza che si avvale dello stesso contratto della sanità privata.

«Il vergognoso voltafaccia di Aris e Aiop, che dopo aver siglato la pre-intesa lo scorso 10 giugno, si sono ritirati al momento della sottoscrizione definitiva del nuovo contratto – proseguono i sindacalisti – è ancora più grave alla luce di tutte le garanzie istituzionali che hanno supportato l’accordo. Garanzie giunte non soltanto dalle Regioni, attraverso il presidente della Conferenza Stato-Regioni Stefano Bonaccini, ma anche dallo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, che hanno ribadito l’impegno delle Regioni e delle Province autonome a farsi carico del 50 per cento dei costi del rinnovo contrattuale, con un mix di interventi individuali a livello territoriale relativi ai budget e alle tariffe».

Proprio a sostegno di questa linea, la scorsa settimana Aiop Sicilia e l’Assessorato regionale alla Salute, guidato da Ruggero Razza, hanno siglato l’accordo a sostegno del rinnovo del Ccnl.

«Ma, considerato che il contratto è nazionale, non basta ed il messaggio è stato inviato: bisogna arrivare al più presto alla firma definitiva del nuovo contratto e porre fine così a questa vergognosa disparità di trattamento che i lavoratori della sanità privata e di Seus 118 sono costretti ancora a subire, anche dopo aver dimostrato, durante l’emergenza pandemica degli ultimi mesi, di essere pilastri fondamentali per la tenuta del sistema sanitario regionale. Non ci fermeremo con le iniziative di protesta e le mobilitazioni fino a quando il nostro traguardo non sarà raggiunto», concludono Agliozzo, Montera e Tango.

LA NOTA DELL’AIOP SICILIA

«L’Aiop Sicilia, con senso di responsabilità, la scorsa settimana ha firmato l’accordo con l’assessorato regionale della Salute per il rinnovo del contratto del personale non medico dipendente. Un passaggio fondamentale per dare il via libera a Roma per la firma del rinnovo contrattuale».

Lo afferma il presidente Marco Ferlazzo, aggiungendo: «L’Aiop Sicilia, dunque, ha fatto la sua parte, come la Lombardia, il Veneto e il Lazio. Tuttavia, perché si firmi l’intesa a Roma, si attende che anche le altre regioni d’Italia sottoscrivano gli accordi con le Pubbliche amministrazioni regionali per la copertura del 50% dei maggiori costi, come previsto dalla Conferenza Stato Regioni».

POTREBBERO INTERESSARTI ANCHE...

Seguici su Facebook

Made with by DRTADV