Sanità siciliana, sindacati dei medici in stato di agitazione: «Ecco tutti i motivi della nostra protesta»

5 Ottobre 2018

Duro atto di accusa delle segreterie regionali durante una conferenza stampa a Palermo. Ecco le video interviste di Insanitas. Intanto arriva una convocazione in assessorato da parte di Ruggero Razza.

di Valentina Grasso

PALERMO. Come annunciato già nei giorni scorsi, le segreterie regionali della dirigenza medica entrano in stato di agitazione. I motivi della protesta sono stati ribaditi stamattina durante una conferenza stampa a Palermo.

Ma proprio in queste ore è arrivata una convocazione da parte dell’assessore alla Salute, Ruggero Razza, fissata alle ore 15 del 9 ottobre nella sede di piazza Ziino. Ecco pure la replica del governatore Nello Musumeci.

Le organizzazioni sindacali del comparto lamentano «una rete ospedaliera ancora non adeguata, carenze di personale, la delegittimazione dei commissari e l’assenza di dialogo tra le rappresentanze sindacali e l’assessorato alla Salute».

«Vorremmo un cambiamento positivo- dichiara Angelo Collodoro, vicesegretario regionale CIMO- La nomina in corso dei direttori generali è essenziale, ma al momento stiamo vivendo un momento di paralisi. Le assunzioni languono e delle stabilizzazioni non si vede l’ombra. Inoltre, facendo un confronto tra la rete ospedaliera precedente e quella attuale, non è stata operata alcuna sostanziale modifica».

Inoltre secondo il Cimo «finora  la politica sanitaria regionale è stata fallimentare. Noi vorremmo trasparenza e competenze piuttosto che appartenenze».

Tra gli interventi quello di Massimo Farinella (segretario regionale CISL Medici): «C’è una cattiva organizzazione e una carenza di personale. Noi sindacati non siamo mai stati coinvolti operativamente nel processo di elaborazione dei documenti di programma e nella rielaborazione della rete ospedaliera».

Inoltre Emanuele Scarpuzza (presidente regionale AAROI EMAC) sottolinea: «Siamo in prossimità dell’inverno e sarà più frequente il riacutizzarsi delle patologie polmonari, si andrà incontro a pronto soccorso intasati. Allo stato attuale non riusciamo a dare una risposta adeguata alle necessità dei pazienti. Questa situazione non fa che aumentare il contenzioso e i casi di aggressione. E la nuova rete ospedaliera non supera il problema».

Francesco La Barbera (CGIL Medici) aggiunge: «Siamo qui per il silenzio assoluto dell’assessore Razza. Una rete ospedaliera che non tiene conto delle parti coinvolte non può che essere fallimentare. Non sono stati elaborati criteri netti e trasparenti per le nomine dei direttore generali».

agitazione

Secondo Fortunato Parisi (segretario regionale Uil medici) «mancano più di 5 mila medici negli organici, ma le nuove assunzioni ancora non arrivano. E sarebbero urgenti soprattutto nei pronto soccorso dove c’è una carenza cronica di personale».

Antonino Palermo (segretario regionale Anaao Assomed), afferma: «Siamo contenti che l’assessorato ci abbia convocato per un tavolo tecnico la prossima settimana. Chiediamo un dialogo costruttivo con i sindacati che rappresentano i medici in prima linea in uno stato di tracollo generalizzato.  I problemi del settore sanitario sono innumerevoli e sappiamo bene che questa situazione non è frutto di una politica dell’ultima ora ma di anni di incuria e scelte sbagliate oltre che di tagli alle risorse imposti dal Governo nazionale».

Dall’Anaao Assomed aggiungono: «Intendiamo lavorare da subito a pieno ritmo affinché le questioni vengano affrontate e risolte nel più breve tempo possibile in un clima di massima collaborazione, in cui ogni soggetto chiamato a far funzionare la “macchina sanitaria”, svolga il proprio ruolo con la massima serietà e il massimo impegno per dare dignità ai medici e quindi anche agli utenti. Due esempi su tutti sono la imminente apertura del Pronto Soccorso del Policlinico di Catania, per la quale il sindacato non è stato minimamente informato, e la questione del nuovo ospedale di Ragusa del quale ancora si attende l’inaugurazione. Ma l’elenco potrebbe essere molto più lungo».

Gaspare Calì (FVM) sottolinea: «Gli avvisi di mobilità finora non sono presi in considerazione a meno che non si ricorra al tribunale del lavoro. È una sanità in cui si entra non per concorso ma per ricorso. Ciò comporta un ulteriore dispendio di risorse, anche sul piano legale».

Infine, secondo Filippo Mangiapane (vice segretario regionale Fassid) “ci sono macroscopiche discordanze nell’applicazione del Decreto Balduzzi nella Regione. Come Fassid chiediamo un piano di assunzione dell’area radiologica. È inaccettabile non solo dal punto economico ma anche etico che molte delle apparecchiature altamente tecnologiche rimangano inutilizzate. Nello stesso tempo sentiamo l’esigenza di proporre un piano straordinario nelle assunzioni per quanto riguarda il personale dell’area radiologica”.

Con un comunicato stampa interviene anche Paolo Montera, segretario generale della Cisl Fp Sicilia: leggi qui.

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