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Dal palazzo

L'appello

Sanità siciliana, la Ugl: «Stabilizzare i circa 100 precari aventi diritto per evitare contenziosi»

Il sindacato sollecita il provvedimento per i dipendenti con contratto subordinato a tempo determinato che, in precedenza, avevano lavorato nel sistema sanitario regionale pubblico anche se con qualifica inferiore.

Tempo di lettura: 2 minuti

Con una nota inviata a tutte le Aziende sanitarie provinciali e ospedaliere siciliane, la sigla sindacale Ugl Salute Sicilia ha chiesto formalmente la stabilizzazione dei dipendenti con contratto subordinato a tempo determinato che, in precedenza, avevano lavorato nel sistema sanitario regionale pubblico anche se con qualifica inferiore.

«Alla luce dei recenti orientamenti che sono stati assunti dai giudici (ultimo dei quali del Tribunale di Messina) abbiamo invitato i manager delle Aziende in questione, che ancora non si sono adeguate alla nuova giurisprudenza in materia, di fare presto e garantire stabilità lavorativa a questa categoria di operatori medici e sanitari, che hanno acquisito pieno diritto ai sensi della cosiddetta “Legge Madia” – dicono il segretario regionale Carmelo Urzì (nella foto in alto) ed il segretario regionale dei medici Raffaele Lanteri. Ci sembra un gesto di buon senso suggerire questo passaggio affinchè venga data finalmente dignità a questi lavoratori, si stimano un centinaio, che sono parte integrante ed essenziale del sistema stesso, ma anche perchè si possa così evitare una pioggia di contenziosi. Situazione che provocherebbe l’inevitabile aumento della spesa per la sanità siciliana, che nel giudizio andrebbe a soccombere, considerato che la giurisprudenza maturata sino ad oggi darebbe ampiamente ragione ai ricorrenti».

Raffaele Lanteri

Poi aggiungono: «Come detto alcune strutture locali hanno già adempiuto, ma il numero di realtà che devono effettuare questo passaggio è ancora elevato. Auspichiamo quindi un’immediata svolta sull’intero territorio siciliano, da parte delle Aziende sanitarie ed ospedaliere, indispensabile per l’eliminazione di un vulnus dando a chi ne ha pieno diritto la stabilità che la normativa impone. Dal canto nostro- concludono Urzì e Lanteri- abbiamo espresso questo nostro pensiero anche all’Assessorato regionale della Salute che, adesso, ci auguriamo faccia in modo di profondere in tempi rapidi alle Aziende il giusto impulso per dare stabilità a personale già presente negli organici, scongiurando così fastidiose cause di lavoro».

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