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Sanità siciliana, la direttiva di Razza: «Un responsabile anticorruzione pure nelle strutture private»

25 Maggio 2018

L'assessore regionale alla Salute invita ad adeguare il modello aziendale delle strutture convenzionate alle disposizioni nazionali sulla prevenzione dai fenomeni corruttivi.

 

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Un responsabile per la prevenzione della corruzione dovrà essere nominato in tutti i presidi sanitari privati in Sicilia. Lo prevede un atto di indirizzo firmato dall’Assessore alla Salute Ruggero Razza, che invita tutte le strutture ad adeguare il modello aziendale della sanità privata alle disposizioni nazionali sulla prevenzione dai fenomeni corruttivi.

In particolare il documento è diretto a quelle strutture che non hanno ancora dato attuazione al decreto legislativo 231/2001, che ha introdotto per alcuni tipi di reato un regime di responsabilità penale della persona fisica e ai contenuti del Piano di prevenzione Anticorruzione adottato dall’ ANAC.

Quest’ ultimo raccomanda alle amministrazioni di promuovere l’adozione di strumenti per il rafforzamento della trasparenza e la prevenzione della corruzione e del conflitto di interessi presso tutti i soggetti di diritto privato accreditati con il servizio sanitario nazionale.

La nuova figura sarà individuata tra quelle organizzative già in servizio o tra i componenti dell’Organismo di Vigilanza, con il quale agirà in stretto raccordo. Le strutture private accreditate e convenzionate con il Servizio Sanitario Nazionale dovranno prevedere un responsabile per ogni presidio, nel caso siano dislocate in più di uno.

«Con questo atto di indirizzo diciamo alle aziende sanitarie di aggiornare prima possibile il loro modello di organizzazione attraverso una figura di riferimento, ma chiediamo anche di adottare a breve un apposito piano per combattere in modo più efficace il fenomeno della corruzione- ha spiegato Razza- Questo sarà il nuovo criterio da seguire e incardinare nel modello aziendale di organizzazione, gestione e controllo. Il principio di riferimento è quello della sana gestione delle risorse pubbliche, che in questo caso vengono messe a disposizione delle strutture convenzionate».

Il documento affida ai dirigenti generali e ai direttori delle Asp il compito di attuare periodicamente procedure di vigilanza sull’esecuzione dell’indirizzo impartito.

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