Dal palazzo

L'appello

Sanità siciliana, la Cisl: «Sarà fondamentale puntare su quella territoriale»

È stato questo il tema principale tra quelli emersi durante il convegno promosso dal sindacato: "La missione è riuscire a deospedalizzare"

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PALERMO. La sanità del futuro dovrà essere territoriale e la Sicilia sta realizzando gli investimenti per rispettare questa previsione statale. È questo il tema principale tra quelli emersi ieri durante il convegno “Diritto alla Salute. Quale futuro per la sanità” organizzato dalla Cisl Sicilia e dalla Cisl Fp Sicilia a cui sono intervenuti il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, l’assessore regionale alla Salute Giovanna Volo, il dirigente generale del Dipartimento per la pianificazione strategica Salvatore Iacolino e il dirigente generale del Dipartimento per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico Salvatore Requirez.

A concludere i lavori il segretario della Cisl Fp nazionale Maurizio Petriccioli. Numerosi i punti del suo intervento a partire dall’esigenza di dare a livello nazionale maggiore peso alla salute rispetto ai vincoli di bilancio. «La sanità del futuro- ha spiegato- deve essere anche una sanità che garantisca il protagonismo del pubblico con la presenza di un privato accreditato utile a costruire una nuova rete territoriale di servizi socio sanitari in questo contesto le lavoratrici e i lavoratori del privato e del pubblico devono avere stesso salario e stessi diritti. Non è accettabile che i lavoratori del servizio sanitario privati vedano ancora negato il diritto a rinnovare i loro CCNL. Per il futuro non è possibile accettare tali condizioni di disuguaglianza. Chi fa lo stesso lavoro, deve avere stessi diritti e stesso salario».

Al centro del dibattito c’è stato il ridisegno della sanità siciliana a partire dal ruolo che avranno le strutture realizzate attraverso gli investimenti del Pnrr: ospedali di comunità, centrali operative e case della comunità.

«Dall’impiego di queste risorse- afferma il segretario della Cisl Fp Sicilia Paolo Montera– dipenderà la realizzazione di una medicina capace di integrare le prestazioni ospedaliere. Occorre completare al più presto i 43 ospedali di comunità, le 50 Cot e le 155 case di comunità. La missione è riuscire a deospedalizzare. Ci saranno nuove figure e occorre che queste figure siano debitamente formate. Non dobbiamo assistere a un mero cambio di casacca. Si va verso una assistenza domiciliare e una tecnologia e un’innovazione che richiedono una formazione mirata».

L’occasione è servita anche per consentire al sindacato di essere da pungolo al governo e alle autorità sanitarie quanto alla convocazione del tavolo per la verifica dell’attuazione delle politiche sanitarie in Sicilia, per gli interventi di diminuzione dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie e sul tema della sicurezza degli ospedali.

«Occorre ripartire dal confronto, riunendo nuovamente il tavolo permanente sulla sanità, oggi fermo in attesa della nomina dei manager delle aziende ospedaliere. È necessario fare presto anche in questa direzione, perché vanno accelerati gli interventi già programmati e dato impulso a quelli previsti negli investimenti specifici- ha detto il segretario generale della Cisl Sicilia, Sebastiano Cappuccio che ha rimarcato come centrali sia il tema del personale e della programmazione economico – finanziaria- Negli ospedali vanno valorizzate le risorse umane, vero motore che fa muovere la macchina del percorso assistenziale e di cura. Contestualmente si deve puntare sulla sanità del territorio, partendo da un’analisi e da una mappatura specifica dei posti letto e soprattutto dei professionisti che vi opereranno, perché solo mettendo a sistema in premessa questi due aspetti, si potranno dare risposte concrete ed efficaci ai siciliani».

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