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Dal palazzo

L'appello del sindacato

Sanità siciliana, la Cisl: «No a tagli indiscriminati a scapito dei lavoratori»

Sebastiano Cappuccio e Paolo Montera sottolineano: «Non è fermando il reclutamento che si deve incidere sulla spesa sanitaria».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. «La Sanità dei tagli ha provocato negli anni dei danni enormi. Danni che abbiamo pagato pesantemente durante l’emergenza pandemica e che tuttora gravano sul sistema sanitario regionale, da sempre in carenza di organico. Dopo quanto abbiamo dovuto affrontare in questo ultimo anno e mezzo, non possiamo più ragionare sulla Sanità soltanto da un punto di vista economico. Bisogna, adesso, riorganizzare nel complesso la rete ospedaliera, rinforzando la medicina del territorio e garantendo i livelli essenziali di assistenza. Per questo, unitariamente con Cgil e Uil, abbiamo anche scritto all’assessore alla Salute Ruggero Razza chiedendo di essere convocati al più presto per discutere delle urgenze del settore. Ci aspettiamo che risponda al nostro invito in tempi brevi». A dirlo il segretario generale della Cisl Sicilia Sebastiano Cappuccio e il segretario generale della Cisl Fp Sicilia Paolo Montera (nella foto).

Commentando la nota che il direttore generale dell’Assessorato Mario La Rocca ha inviato a tutti i direttori generali in merito alla riconversione dei reparti Covid e del relativo personale, Cappuccio e Montera aggiungono: «Non è fermando il reclutamento che si deve incidere sulla spesa sanitaria. E non possiamo nemmeno riorganizzare il settore come se ci fossimo già lasciati alle spalle l’emergenza sanitaria dovuta al Covid 19, rischiando poi di ritrovarci impreparati nel malaugurato caso in cui dovesse verificarsi una recrudescenza della pandemia. Riteniamo indispensabile avviare, piuttosto, una concreta ricognizione, azienda per azienda, per favorire il più possibile le proroghe dei lavoratori dell’emergenza che, quando rischiavano in prima persona stando in trincea, abbiamo chiamato ‘angeli’ ed ‘eroi’. E se necessario, valutare la possibilità di impiegare questo personale anche presso le unità operative che necessitano di maggiore organico, garantendo così sia i livelli essenziali sia i sacrosanti diritti dei lavoratori».

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