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Dal palazzo

Per i codici bianchi

Sanità siciliana, ecco la proposta: «Nei Pronto soccorso siano presenti anche i medici di base»

L'intervista a Francesca Catalano, consulente dell'assessore Razza: «Si tratta di una mia proposta, potrebbero occuparsi dei codici bianchi per accorciare i tempi di attesa».

Tempo di lettura: 3 minuti

Una rete unica per l’emergenza, innovazione- «basta barelle accatastate nei corridoi degli ospedali»- e una ristrutturazione delle procedure in tutte le specialità mediche che punti alla valorizzazione delle eccellenze territoriali.

Ma non solo. La formula che Francesca Catalano, senologo e direttore dell’Unità di Senologia del Cannizzaro, sta portando avanti al fianco tramite una consulenza insieme all’assessore alla Salute Ruggero Razza, prevede anche idee per certi versi “visionarie”.

Come l’introduzione della figura del medico di base nei reparti di Pronto soccorso, una misura «che aiuterebbe prima di tutto i pazienti, ma anche i professionisti dell’emergenza che, in questo modo, possono concentrarsi su tutte le patologie che richiedono interventi e tempistiche urgenti. Sottolineo che si tratta di una mia personale proposta, non so se sarà attuata».

Un’ipotesi che, oltre a facilitare il lavoro del personale sanitario, potrebbe anche «accorciare i tempi di attesa e, per questo, evitare nervosismo o episodi di violenza come quelli che, purtroppo, si sono verificati in questi anni all’interno di guardie mediche ed ospedali”, ha spiegato la dottoressa Catalano (in alto l’intervista video).

Ecco la replica della Fimmg: clicca qui.

Eventi tristemente noti, quelli a cui fa riferimento la dottoressa, che soltanto nella provincia di Catania hanno riguardato il pestaggio del dottore Puleo, aggredito al Pronto soccorso del Vittorio Emanuele da 9 uomini nei primi giorni del 2017, e alla violenza sessuale subita dalla dottoressa Serafina Strano all’interno della guardia medica di Trecastagni.

Ma oltre alla sicurezza ed all’emergenza, la priorità dell’assessorato sembra essere anche quella di valorizzare le “best practices” del nostro territorio.

«Abbiamo assistito in passato a viaggi della speranza che hanno coinvolto molte famiglie- ha chiarito Catalano- In tanti dalla Sicilia hanno cercato una Sanità migliore nelle cosiddette regioni virtuose, luoghi di assoluto valore che, tuttavia, hanno poi presentato conti ben salati ai nostri conterranei. Oggi, per provare a risolvere questo fenomeno, nel settore delle patologie femminili, abbiamo istituito una Commissione delle rete senologica-oncologica all’interno della quale identificare i centri di eccellenza siciliani che si occupano di carcinomi e patologie della mammella».

Da non dimenticare, infine, la creazione di posti di lavoro e l’assunzione dei medici in attesa. «Da poco sono stati sbloccati i concorsi per i primari. Un passo fondamentale – ha concluso – perché le Unità operative lavorano meglio se c’è la presenza di un direttore che possa concertare l’attività giornaliera di una struttura che deve accogliere i nostri pazienti».

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