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Dal palazzo

Da parte di Digiacomo e del Nursind

Sanità siciliana, ancora appelli a Gucciardi: «Rompa gli indugi e autorizzi subito i concorsi»

Pippo Digiacomo (presidente della commissione Sanità dell'Ars): «Si dia via libera all'espletamento dei concorsi degli infermieri e degli operatori sanitari, magari prudenzialmente in misura del 50%”. Concorda il sindacato Nursind: «Bisogna reclutare gli operatori sanitari per rinforzare un settore che altrimenti rischia di incidere sulla sicurezza dei pazienti».

Tempo di lettura: 2 minuti

PALERMO. Si moltiplicano gli appelli per lo sblocco dei concorsi della Sanità siciliana. Interviene anche Pippo Digiacomo (nella foto), presidente della commissione Sanità all’Ars: «È encomiabile il lavoro che l’assessore Gucciardi sta svolgendo per la definizione delle dotazioni organiche delle Asp e delle Aziende Ospedaliere, lavoro reso ancora più difficile da un dialogo ministeriale serrato, con un interlocutore guardingo probabilmente oltre il necessario. Pertanto suggerirei a Gucciardi di rompere gli indugi e di autorizzare fin da subito l’espletamento dei concorsi degli infermieri e degli operatori sanitari – professioni su cui non si registrano eccedenze – magari prudenzialmente in misura del 50%».

«Sono proprio curioso- aggiunge Digiacomo- di vedere chi si opporrà ad un’iniziativa di buon senso che farebbe anche rientrare lo sforamento della spesa per i contratti a tempo determinato, necessari per superare le difficoltà della stagione estiva e non solo, su cui più volte c’è stato il richiamo della Corte dei Conti».

«Siamo d’accordo con le parole del presidente della commissione Sanità all’Ars- afferma Francesco Frittitta, coordinatore regionale del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche- Bisogna procedere immediatamente con le immissioni in servizio degli infermieri, ostetrici e delle varie figure sanitarie necessarie a garantire l’assistenza e la sicurezza nei reparti».

Poi Frittitta aggiunge: «Le figure che stanno immettendo in servizio non aumenterebbero la sicurezza. Sicuramente si tratta di una buona base d’appoggio elettorale ma non è funzionale alla popolazione. È giusto assumerli, ma contestualmente bisogna reclutare gli operatori sanitari per rinforzare un settore che altrimenti rischia di incidere sulla sicurezza dei pazienti».

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