Sanità pubblica e procedure di gara, all’Arnas Garibaldi un incontro sulla trasparenza

12 Aprile 2019

L'approfondimento - diretto ai medici, al personale amministrativo e agli avvocati – ha voluto inquadrare i punti salienti dell'articolo 353 del codice penale che si focalizza sulle procedure di gara e che, alla luce delle prescizioni dell'Anac, sulla trasparenza assume una valenza decisiva a tutela del sistema sanitario e del cittadino.

 

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CATANIA. «Ci vogliono 20 anni per costruire una reputazione e cinque minuti per rovinarla. Se ci pensi imparerai a fare le cose diversamente”. Esordisce con una citazione di Warren Buffet, Fabrizio De Nicola, direttore generale dell’Arnas Garibaldi di Catania, per introdurre l’incontro tenutosi questa mattina dal titolo “Profili ed aspetti del delitto di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente”.

L’approfondimento – diretto ai medici, al personale amministrativo e agli avvocati – ha voluto inquadrare i punti salienti dell’articolo 353 del codice penale che si focalizza sulle procedure di gara e che, alla luce delle prescizioni dell’Anac, sulla trasparenza assume una valenza decisiva a tutela del sistema sanitario e del cittadino.

Qualificata la platea di ospiti che sono intervenuti durante il confronto. Hanno portato i saluti gli assessori regionali alla Salute Ruggero Razza e alla Famiglia Antonio Scavone, seguiti dall’assessore alla Salute del Comune di Catania Giuseppe Arcidiacono.

Gli interventi tecnici sono stati, tra gli altri, quelli della professoressa Ida Angela Nicotra, ordinaria di diritto costituzionale presso l’Università di Catania e componente Anac, di Fabio Regolo, sostituto procuratore della repubblica presso il tribunale di Catania, del maggiore Sebastiano Di Giovanni, comandante della sezione tutela spesa pubblica della Guardia di Finanza di Catania.

“Il perseguimento della trasparenza – ha detto De Nicola – è essenziale per debellare eventuali fenomeni corruttivi. L’adeguamento del piano anticorruzione, secondo il dettato dell’Anac, è un ottimo strumento e richiama a una maggiore vigilanza nei rapporti con I fornitori”.

Razza ha spiegato, alla folta platea, che la sanità “impegna tra fondi diretti e indiretti circa 10 milioni di euro, quindi se fosse una azienda sarebbe la più grande tra quelle che operano nella Regione: per questo motivo occorre un sistema che venga continuamente monitorato e controllato”.

“Proteggere le risorse pubbliche della sanità – ha proseguito Razza – significa proteggere i cittadini. Il percorso è lungo, ma abbiamo iniziato con un protocollo tra Agenas e Regione Siciliana e l’istituzione di un osservatorio in materia di giurisprudenza sanitaria e inoltre riuniamo con cadenza periodica i responsabili anticorruzione delle aziende sanitarie siciliane per in confronto”.

Per il futuro l’esponente del governo Musumeci ha anticipato l’introduzione di controlli stringenti per quanto concerne l’acquisto dei farmaci e le prescrizioni con l’introduzione di una sorta di “cervellone elettronico” che incrocerà tutti i dati di acquisto delle aziende sanitarie e che sarà a disposizione anche delle autorità.

“Con questo sistema elettronico – ha illustrato l’assessore – potremo seguire l’importo, l’andamento e la correttezza sostanziale di ogni singola procedura della sanità siciliana”. Il giro di vite è stato previsto anche sui contributi e sulle visite degli esponenti delle aziende farmaceutiche e degli informatori scientifici. E’ stato infatti predisposto un registro dei portatori di interessi che individua gli informatori che hanno accesso alle strutture, perché per Razza “la politica non può sostituirsi all’autorità giudiziaria, ma deve mettere in campo ed esercitare al meglio le sue funzioni di controllo”.

Il generale Antonio Quintavalle Cecere del comando provinciale delle fiamme gialle di Catania ha sottolineato come “alcune aziende possano trovare dentro il pubblico dei funzionari corrotti e che fungono da teste di legno per mettere le mani su finanziamenti e appalti”.

La professoressa Nicotra, nella sua disamina sulla normativa anticorruzione vigente, ha messo in risalto la figura del responsabile anticorruzione nelle aziende sanitarie che “deve essere un dirigente apicale in grado di monitorare e verificare un ambiente complesso e, per questo, è necessaria la sua indipendenza che è sinonimo di capacità decisionale”.

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