Sanità privata, non si ferma la protesta per il mancato rinnovo del contratto

25 Agosto 2020

Dopo i sit indavanti alle prefetture della Sicilia, va avanti ad oltranza con la mobilitazione fino alla sottoscrizione definitiva.

 

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PALERMO. «La protesta dei lavoratori della Sanità privata non si ferma. Dopo il successo dei sit in davanti a tutte le prefetture della Sicilia, avanti ad oltranza con la mobilitazione fino alla sottoscrizione definitiva del nuovo contratto».

Ad annunciarlo sono le segreterie regionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl dopo i presidi che si sono svolti ieri mattina davanti alle Prefetture di tutti i capoluoghi di provincia dell’Isola per protestare contro il mancato rinnovo del Ccnl, scaduto ormai da 14 anni. Il 31 agosto sarà la volta di assemblee e presidi aziendali, poi, lo sciopero generale nazionale.

«I lavoratori- dicono i segretari generali regionali Gaetano Agliozzo, Paolo Montera ed Enzo Tango– sono stanchi dei giochetti al rialzo dei datori di lavoro. Le nostre delegazioni hanno espresso ai rappresentanti territoriali del governo tutto lo sdegno per il comportamento grave, scorretto e senza precedenti di Aiop e Aris».

Le due associazioni, che raggruppano i datori di lavoro della sanità privata, infatti, dopo aver firmato la pre-intesa per il rinnovo del contratto lo scorso 10 giugno, non si sono presentate al tavolo per la sottoscrizione definitiva, negando quindi ai lavoratori del settore e di Seus 118 le garanzie e le tutele che già spettano ai colleghi della sanità pubblica.

I segretari hanno replicato anche al messaggio del presidente di Aiop Sicilia, Marco Ferlazzo: «Ferlazzo ha dichiarato che “le trattative in tutte le sedi istituzionali sono andate avanti, sia a livello nazionale che regionale”. Ci aspettiamo che, oltre a ripetere le stesse rassicurazioni da mesi, adesso dica chiaramente a cosa si riferisce e si faccia chiarezza anche sull’interlocuzione avuta con l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza. Pretendiamo correttezza istituzionale, attenzione per la legalità e trasparenza a tutti i livelli».

E concludono: «Coinvolgeremo tutte le parti in causa, lottando, se necessario, anche per modificare il sistema degli accreditamenti delle strutture private che erogano i servizi sanitari. Non permetteremo che si avalli ancora per molto un sistema che valorizza solo il profitto, anche a scapito dei diritti dei lavoratori».

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