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Sanità nelle aree disagiate, vertice a Roma con il CISADeP. Il ministero prende tempo

24 Novembre 2017

Durante l'incontro sono state presentate e depositate le proposte del CISADeP,

 

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Lo scorso 21 Novembre, presso gli uffici del Ministero della Salute di Roma, si è svolto l’incontro tra una delegazione del CISADeP (Coordinamento Italiano Sanità Aree Disagiate e Periferiche) ed i funzionari del dicastero guidato da Beatrice Lorenzin. Presenti attorno al tavolo il Dott. Andrea Piccioli, Direttore della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria, la Dott.ssa Velia Bruno, responsabile dell’attuazione D.M 70/2015 presso il Ministero della Salute per l’Organizzazione dei Servizi Sanitari per le Aree Particolarmente Disagiate e Periferiche d’Italia e il Dott. Roberto Laneri, Funzionario Programmazione Aree Interne. Per il CISADeP oltre alla Presidente Emanuela Cioni, erano presenti all’incontro Don Francesco Martino, Teresa De Santo, Valentina Trambusti e Flavio Ceccarelli.

Durante l’incontro sono state presentate e depositate le proposte del CISADeP, in modo da poter elaborare in maniera più compiuta e completa la trattazione della sanità nelle aree disagiate e interne, così come definite dal DM 70/2015.

Il progetto che il Coordinamento Nazionale ha portato all’attenzione del Ministero della Salute, è una richiesta di sanità sicura, efficiente, efficace, appropriata e omogenee per tutte le realtà sanitarie di tutte le regioni Italiane.

I casi portati all’attenzione del Dott. Andrea Piccioli, entrando nel merito di situazioni specifiche della Basilicata e della Toscana, ma similari e riscontrabili in tutte le altre regioni, sono emblematici: il primo per le criticità del pronto soccorso dell’ospedale di Chiaromonte, il secondo per la disomogeneità delle prestazioni sanitarie dei vari presidi ospedalieri di aree disagiate e per la mancata attuazione di alcuni e importanti patti territoriali.

“Ci siamo riuniti più volte in questi anni – scrive in una nota ufficiale consegnata ai funzionari del ministero Emanuele Cioni – e abbiamo prodotto materiale di studio e di riflessione perché a livello politico si possano affrontare e risolvere i problemi che quotidianamente viviamo in sanità in queste aree, per assicurare non solo il Diritto alla Salute alle persone che vivono in queste zone disagiate, ma anche garantire la sopravvivenza e lo sviluppo. Abbiamo cercato di trovare le soluzioni possibili a partire proprio dalla normativa vigente e dalle indicazioni presenti, seppure minime, nel DL 70/2015 ed in linea con esse, accettando le sfide da esso proposte in chiave di razionalizzazione, ma tenendo presente il Diritto alla Salute, alla garanzia dei LEA e il vero benchmark sanitario, che non è sempre in linea con quello economico.”

Il clima instauratosi durante il tavolo di lavoro è stato cordiale e improntato alla reciproca collaborazione, con l’impegno da parte della Direzione Generale di una risposta a quanto oggi affrontato e richiesto con i documenti consegnati.

“Nella nostra proposta – continua il presidente – abbiamo anche tenuto conto di aspetti che esulano da quelle presenti nei contesti cittadini ed urbani e sono caratterizzati da difficoltà orogeografiche, carenza di infrastrutture stradali e ferroviarie, spesso disastrate, contesti climatici sfavorevoli, mancanza di presidi, elevata dispersione territoriale della popolazione, distanze di percorrenza notevoli dai centri maggiori in cui sono ubicati i servizi”

In sostanza sono due le richieste messe sul tavolo: L’istituzione di una Piattaforma Programmatica del CISADEP e il superamento del problema legato alla chiusura dei punti nascita sotto i 500 parti annui nelle aree montane, disagiate e periferiche. 

“Con tale presentazione ufficiale – conclude Emanuela Cioni – chiediamo che il Ministero della Salute, nella persone degli on. Ministro Beatrice Lorenzin e on. Sottosegretario Davide Faraone con la struttura tecnica competente, la Direzione per La Programmazione Sanitaria, il Governo e la Conferenza Unificata Stato Regioni, tramite la Segreteria, si impegnino ufficialmente e formalmente a lavorare su di esse per arrivare rapidamente ad un Atto Ufficiale da adottare in Sede di Conferenza per dare indicazioni certe sulla Sanità nelle Aree Disagiate e Periferiche dello Stato per l’effettiva garanzia dei LEA e la vera, efficace, effettiva, compiuta e sicura Emergenza/Urgenza e del Percorso Nascita in queste aree svantaggiate, in osservanza  dell’art. 32 della Costituzione che sancisce il diritto alla salute.”

Data la complessità degli argomenti trattati, chi ci ha ricevuto, ha manifestato la necessità e l’opportunità di un prossimo nuovo incontro e l’invito di portare a conoscenza dei problemi della sanità nelle aree disagiate anche la Conferenza Stato Regioni.

 

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