Sanità italiana, il sottosegretario Zampa: “Un primato femminile”

9 Marzo 2020

Sono oltre 400mila le donne che si prendono cura della nostra salute, più del 67 per cento del totale del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale. Un trend in crescita da almeno dieci anni (nel 2010 le donne rappresentavano il 63,7 per cento).

 

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Sono oltre 400mila le donne che si prendono cura della nostra salute, più del 67 per cento del totale del personale dipendente del Servizio sanitario nazionale. Un trend in crescita da almeno dieci anni (nel 2010 le donne rappresentavano il 63,7 per cento).

Medici, infermiere, biologhe, operatrici sanitarie, tecniche di laboratorio, impiegate amministrative che ogni giorno dedicano anima e corpo alla nostra sanità pubblica. In occasione della Festa della donna e’ la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa a tracciare il bilancio sul valore delle donne in sanità.

I dati dimostrano che In Italia il primato nella sanità spetta alle donne e il ministero della Salute intende ringraziarle, anche per il loro straordinario impegno nella risposta all’emergenza epidemiologica da Covid-19 che ha colpito il nostro Paese.

Il Ministero della Salute ricorda che in un momento critico come questo, soprattutto nelle regioni del Nord dove si concentra il più alto numero di casi infetti, alle donne con un ruolo nelle professioni sanitarie possono essere richiesti grandi sacrifici nella conciliazione dei ritmi di lavoro con quelli della vita familiare.

La Zampa afferma:” Mai come questo anno, sento il dovere di ringraziare tutte le donne che operano in prima linea per la salute dei cittadini, che si misurano con dedizione e impegno con la sfida più dura con cui il sistema sanitario e assistenziale deve fare i conti: il Covid-19″.

“In questa giornata dedicata alle donne – prosegue la Sottosegretaria – voglio ringraziare tutte le dottoresse, le ricercatrici, le dirigenti, le infermiere e tutte le operatrici del nostro Servizio Sanitario Nazionale che ogni giorno lavorano senza sosta per garantire e tutelare la salute dei cittadini e che sono in prima linea nel fronteggiare un’emergenza sanitaria. Un’emergenza che non coinvolge solo il nostro Paese, ma che sta riguardando tutto il mondo. In questi momenti il mio pensiero è rivolto alle ricercatrici dello Spallanzani di Roma, che per prime sono riuscite ad isolare, caratterizzare il virus dei pazienti cinesi e successivamente del giovane ricercatore tornato da Wuhan. Nonché quelle del Sacco di Milano che hanno isolato il coronavirus dal paziente italiano: è anche sul lavoro di queste persone straordinarie che si fonda il nostro Servizio Sanitario Nazionale. È anche su donne come queste che il nostro Servizio Sanitario Nazionale deve puntare per garantire a tutti un futuro più sano”.

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