Dal palazzo

In via SS Salvatore

Samot, nuovo punto informativo a Termini Imerese

L'obiettivo è incentivare una cultura sempre più diffusa e corretta sulle cure palliative e a favore dei bisogni delle persone.

Tempo di lettura: 4 minuti

PALERMO. Cresce la presenza sul territorio della SAMOT, l’ente del Terzo settore che ha dato vita alle cure palliative in Sicilia. A Termini Imerese è stato inaugurato un punto informativo a disposizione dei cittadini. Una sede, aperta ogni mercoledì dalle ore 9 alle ore 12 in via SS. Salvatore, che suggella quanto già fatto aprendo a nuove prospettive a favore di una cultura sempre più diffusa e corretta sulle cure palliative e a favore dei bisogni delle persone. È possibile contattarlo al seguente numero: 091 8438750.

«In questi anni abbiamo lavorato per accogliere tutte quelle persone che avevano bisogni sanitari- spiega la responsabile Emanuela Di Fatta– e, in particolare, che avevano diritto di accesso alle cure palliative. Attraverso la presenza fisica di un punto informativo guardiamo ora alle cure palliative di prossimità e quindi al valore sociale di queste, per individuare risposte che vadano oltre l’assistenza domiciliare. Siamo grati all’amministrazione comunale che da sempre si è dimostrata sensibile ai bisogni della persona supportandoci nelle nostre iniziative. Tante le possibilità di risposta a cui stiamo lavorando, a partire dalla pedagogia della finitudine volta a portare in auge la consapevolezza del valore della vita, ma pensiamo anche al lavoro con la comunità, con il territorio, con il mondo dell’associazionismo per progetti il cui fine è il benessere della persona».

Tra questi progetti, il più recente ha riguardato il ripristino e la manutenzione straordinaria da parte della SAMOT di un montascale, donato da Giuseppe Brancato, che permetterà alle persone con difficoltà di movimento del territorio di Termini Imerese di accedere alle strutture pubbliche con facilità.

«In questi 2 ultimi anni – commenta l’assessore comunale di Termini Imerese ai Servizi della persona, Maria Concetta Buttà – abbiamo collaborato con la SAMOT ed abbiamo ri-sperimentato quanto sia importante conoscere il valore della persona, che non si riduce alla malattia o al bisogno che porta. Tutte le politiche sociali, sanitarie, dell’istruzione, di questa amministrazione sono state indirizzate verso la centralità della persona. Da qui l’individuazione della SAMOT come ente del terzo settore capace di intercettare i bisogni di cure palliative del territorio attraverso una visione di prossimità e di presenza».

Nell’ultimo periodo, a partire da gennaio del 2023 a maggio del 2024, i pazienti seguiti dalla SAMOT sul territorio di Termini Imerese sono stati 217. A questi si sommano i pazienti di Bagheria che sono stati 359. «Un aumento del 500 per cento- sottolinea Di Fatta- frutto del progetto di comunicazione sulle cure palliative portato avanti in questi territori del palermitano negli ultimi 7 anni, concepite prima come cure di morte ed ora invece di vita. È infatti cresciuta nell’opinione pubblica la consapevolezza che occorre approcciarsi alle cure palliative non nell’ultimo periodo della vita bensì alla comparsa degli effetti invalidanti, sia sul piano fisico che psico-sociale, di una malattia. Le cure palliative migliorano la qualità della vita, non accelerano la morte né la rallentano».

Si tratta di un servizio sociale alla comunità quello offerto dalla SAMOT che guarda all’integrazione e alla coesione: “Attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori nel settore sanitario e sociale, ma anche amministrativo- spiega Di Fatta- ci facciamo ponte per diffondere un modello di integrazione socio-sanitaria efficace ed efficiente per far si che la persona emerga dai burocratismi e non venga isolata, riducendo diseguaglianze e favorendo l’accesso ai servizi».

Un lavoro portato avanti dal 2016 a partire dal Centro d’ascolto della SAMOT a Bagheria. Centro che nelle prossime settimane avrà una nuova sede in un bene confiscato alla mafia. Altro segno di riconoscimento, da parte del territorio, nei confronti della SAMOT, pioniera in Sicilia delle cure palliative. «A Bagheria- conclude la responsabile- abbiamo lavorato tanto con la comunità coinvolgendo il mondo dell’associazionismo e tutte le realtà pubbliche e private del territorio al fine di veicolare il corretto messaggio di vita che le cure palliative hanno in sé».

E da Bagheria riprenderà il via, dopo la stagione estiva, il tour della SAMOT “Medicina di prossimità” attraverso l’organizzazione di un convegno che vedrà coinvolte l’amministrazione locale, la sanità territoriale, gli addetti ai lavori e aperto a tutta la cittadinanza. Un tour iniziato a marzo a Partinico, proseguito nei mesi successivi a Monreale e Corleone, e che ha sempre registrato grande partecipazione e interesse. L’obiettivo, sinora raggiunto, è quello di fornire una comunicazione corretta sulle cure palliative, sul diritto di accesso e stabilire un rapporto di collaborazione volto a migliorare le criticità specifiche di ogni territorio. Da qui anche l’allestimento di punti di ascolto in questi territori presso le farmacie.

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