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Dal palazzo

Cure palliative

Samot, domenica 11 febbraio la chiusura del progetto “Ritorniamo alla socialità”

L'evento “Ritorniamo alla socialità” ha coinvolto oltre 70 piccoli con le rispettive famiglie. L’iniziativa ha messo in campo diversi programmi di intervento domiciliare e di reinserimento sociale

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Volge al termine la terza annualità del progetto ministeriale dedicato alle bambine e ai bambini affetti da malattie oncologiche portato avanti dalla SAMOT. “Ritorniamo alla socialità” è il titolo di questa terza edizione che ha coinvolto oltre 70 piccoli con le rispettive famiglie. L’iniziativa, che ha messo in campo programmi di intervento domiciliare e di reinserimento sociale, è promossa dalla Società per l’Assistenza al Malato Oncologico Terminale in collaborazione con il Centro Nazionale Sportivo Libertas ed è stata finanziata dall’Avviso N.1/2022 del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Domenica 11 febbraio sarà l’occasione per chiudere il progetto e guardare al futuro. L’appuntamento con le famiglie ed i piccoli coinvolti si terrà a Villa Pottino (via Notarbartolo 28/A – Palermo) a partire dalle ore 10 con l’esposizione delle fotografie realizzate dai piccoli pazienti e a seguire festeggiamenti per il Carnevale. Sarà anche un momento aperto alla cittadinanza e alla stampa per rendere noti i risultati del progetto. Nel campo invece della formazione, sabato10 febbraio si terrà un corso dedicato interamente ai pediatri siciliani presso la sede di Palermo della SAMOT.

“Ritorniamo alla socialità” è stato un percorso, dedicato ai pazienti provenienti da tutta la Sicilia che affrontano percorsi di oncoematologia pediatrica perché affetti da tumori, leucemie, gravi malattie ematologiche ma anche per coloro che sono guariti, che ha dato seguito ad un’attività progettuale portata avanti dalla SAMOT ed intensificatasi negli ultimi anni. Le cure palliative pediatriche, ad oggi ancora poco note per la loro valenza tanto che nel mese di novembre dell’anno appena trascorso la SAMOT vi ha dedicato un convegno ad hoc per addetti ai lavori e non, racchiudono in sè aspetti psicologici e sociali altrettanto fondamentali come quelli sanitari. Secondo i più recenti dati AIRC (l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) pur essendo guariti, molti ex pazienti oncologici pediatrici definiscono se stessi come “long term survivor” o sopravviventi di lungo corso. Si tratta di un modo di identificarsi con la malattia che dimostra quanto può essere difficile lasciarsi alle spalle, sia psicologicamente sia fisicamente, un’esperienza così forte.

È qui che entra in gioco la competenza della SAMOT che attraverso il progetto, di concerto con gli enti partner, ha voluto rispondere a questo bisogno mettendo in campo programmi di intervento domiciliare e di reinserimento sociale, attraverso eventi aggregativi; spazi di consultazione per i genitori, finalizzati alla presa in carico del loro vissuto; l’istituzione di uno sportello di segretariato sociale volto ad orientare ed accompagnare la famiglia nella gestione delle esigenze organizzative; la definizione di modelli di pratica sportiva all’aperto.

Assistenza dunque psicologica, psico-sociologica e sanitaria, è stato questo il fulcro del progetto “Ritorniamo alla socialità”: “Per noi è motivo di orgoglio – commenta la responsabile regionale della SAMOT, Tania Piccione – arrivare al terzo anno consecutivo di un progetto ministeriale che mira in primis al reinserimento sociale dei piccoli pazienti che si confrontano con la malattia. Tale processo di reinserimento è sostenuto da tre azioni principali: il supporto emotivo, relazionale, psicosociale ed educativo, del bambino malato e dell’intero nucleo familiare, con particolare attenzione ai fratellini sani, in tutte le fasi del percorso di cura. La logica generale che sottende al progetto nel suo insieme è quella del contrasto all’isolamento di minori e famiglie e del mantenimento della connessione dei bambini con il mondo circostante fornendo loro le condizioni necessarie per ricostruire con gradualità un senso di auto-efficacia e di fiducia in sé stessi, nell’altro, nel futuro”.

Tante sono state le attività aggregative portate avanti durante l’anno: dal corso di fotografia alla pet therapy, dal corso di panificazione a quello caseario, laboratori di pittura, giornate in spiaggia ed anche una giornata dedicata a fare il tifo allo stadio per l’ultima partita di campionato della serie B 2022/2023 Palermo-Brescia. Ma nel settore delle cure palliative pediatriche occorre anche guardare alla formazione dei pediatri: la pediatria è una delle aree ospedaliere più complesse e per questo motivo richiede un costante aggiornamento e formazione da parte del medico. Sabato 10 febbraio la SAMOT, presso la propria sede in via Libertà 193 a Palermo, dedicherà un’intera giornata alla formazione dei pediatri. I lavori, che saranno introdotti dalla responsabile regionale Piccione e verranno moderati da Angelo Cucchiara e Rosaria Rizzari del direttivo della FIMP (la Federazione Italiana Medici Pediatri), riguarderanno il prendersi cura con una relazione a cura del fondatore della SAMOT Giorgio Trizzino; del dolore nel paziente pediatrico a cura del direttore scientifico della SAMOT Sebastiano Mercadante; delle cure palliative pediatriche del malato non oncologico a cura del medico palliativista della SAMOT Teodorico Pinto; del rapporto tra ospedale e territorio nella malattia oncologica a cura del direttore dell’UO del reparto di Oncoematologia pediatrica dell’ospedale Civico Paolo D’Angelo; del supporto psicologico al paziente pediatrico e alla famiglia a cura della psicoterapeuta della SAMOT Rosalia Vizzini; ed infine dell’esperienza del progetto “Ritorniamo alla socialità” a cura del coordinatore operativo della SAMOT Gaetano Catalano.
“Saremo sessanta i pediatri partecipanti a questo corso – commenta Cucchiara – che ritengo fondamentale per la nostra formazione nell’ambito delle malattie oncologiche. Non basta la competenza sanitaria ma a questa occorre affiancare tutti quegli aspetti psicologici e sociali che s’intessono nella relazione col piccolo paziente e con la sua famiglia. La SAMOT in questo è maestra e siamo lieti di collaborare affinché momenti come questi diventi no appuntamenti consolidati per il benessere dei bambini che si ritrovano ad affrontare questo percorso delicato“.

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