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Salva precari, ok della Commissione Bilancio: esteso il requisito dei 3 anni di servizio a tutto il 2019

12 Dicembre 2019

Il sub emendamento prende il nome del deputato 5Stelle Maria Domenica Castellone, prima firmataria. Apprezzamento dell'AIM "Importante passo avanti - affermano Gianluca Albanese e Walter Mazzucco - Ci dichiariamo disponibili al confronto per lavorare ad un percorso di riforma atto a valorizzare le competenze e le professionalità che insistono nel nostro SSN"

 

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La “Madia” si applicherà anche ai precari in sanità con 3 anni di servizio maturati al 31 dicembre 2019. Il via al nuovo termine che deroga quello precedentemente previsto (30 giugno 2019) era stato annunciato dal viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri ed ora è stato ufficialmente inserito fra gli emendamenti e subemendamenti approvati ieri in Commissione Bilancio al Senato.

Il subemendamento Castellone (tenicamente il numero 55.0.2000/4) modifica i termini dell’emendamento di Governo e relatori sulla stabilizzazione dei precari estendendo il requisito dei 3 anni in servizio a tutto il 2019.

Il precedente emendamento alla legge di Bilancio, depositato la settimana scorsa in Commissione al Senato, se da un canto aveva il merito di prorogare i termini della legge Madia fino al 31 dicembre del 2022, d’altro canto richiedeva che i tre anni di anzianità necessari come requisito dovevano essere maturati al 30 giugno del 2019, suscitando immediatamente diversi inviti ad estenderlo al 31 dicembre 2019, fra questi il commento del deputato Alessandro Aricò (Leggi qui) e di diverse sigle sindacali fra cui CIMO, Fials e Nursind (leggi qui)

“E’ stato approvato il nostro subemendamento all’emendamento relatore 55.0.2000 al ddl di Bilancio che estende i requisiti previsti dai commi 1 e 2 dell’articolo 20 della Legge Madia sul superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni a chi lavora nel Servizio sanitario nazionale. Nello specifico, l’emendamento proponeva di estendere quanto previsto dalla Legge Madia, dunque la possibilità per le amministrazioni di assumere a tempo indeterminato fino al 31 dicembre 2022, ma limitando al 30 giugno 2019 la possibilità per i precari di aver ottenuto quanto serve per essere stabilizzati è limitante. Quello che abbiamo ottenuto noi è di posticipare il termine entro cui questi lavoratori devono aver maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni, a fine dicembre 2019”. Così, in una nota, Maria Domenica Castellone, capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Commissione Igiene e Sanità del Senato.

Sull’approvazione del sub emendamento arriva l’apprezzamento dell’Associazione Italiana Medici (AIM) che parla di  “importante passo avanti”. “Ringraziamo Governo e Parlamento e, in particolare, il Vice Ministro Pierpaolo Sileri e la Senatrice Maria Domenica Castellone per avere accolto i nostri suggerimenti, che hanno consentito di ampliare la platea dei destinatari dell’intervento. Ma chiediamo che si lavori da subito per ripristinare il normale iter dei concorsi per l’accesso ai ruoli dirigenziali del Servizio Sanitario Nazionale, creando i presupposti affinché le Aziende Sanitarie siano messe nelle condizioni di bandire concorsi a tempo indeterminato, anche riservati, per l’assunzione delle migliaia di professionisti che ancora versano in regime di precariato – affermano Gianluca Albanese e Walter Mazzucco, a nome dell’AIM – Da tempo proponiamo che il Legislatore intervenga il prima possibile per porre fine alla stagione delle sanatorie in sanità e per garantire prospettive occupazionali stabili e meccanismi di selezione e progressione di carriera meritocratici e trasparenti. Ci dichiariamo disponibili al confronto per lavorare ad un percorso di riforma atto a valorizzare le competenze e le professionalità che insistono nel nostro SSN”

 

Qui di seguito il testo del subemendamento
«Art. 55-bis. (Disposizioni in materia di precariato del Servizio sanitario nazionale)

1. All’articolo 20 del decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, e s.m., dopo il comma 11, è inserito il seguente:

”11-bis. Allo scopo di fronteggiare la grave carenza di personale e superare il precariato, nonché per garantire la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, per il personale medico, tecnico-professionale e infermieristico, dirigenziale e non del Servizio sanitario nazionale, le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano fino al 31 dicembre 2022. Ai fini del presente comma il termine di cui al requisito del comma 1, lettera c) e del comma 2, lettera b) è stabilito alla data del 30 giugno 2019.”».

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