Toti Amato

Dal palazzo

Convegno a Palazzo Steri

Salute e sicurezza sul lavoro, le proposte dell’Ordine dei Medici di Palermo

"L'Inail, dal 2016 al 2020, ha inserito nei suoi report oltre 5.000 casi di soggetti che hanno avuto incidenti sul lavoro in ambito medico e sanitario" ha affermato il presidente Toti Amato

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“Occorre puntare sulla formazione e sui sistemi di sicurezza e vigilanza , con un occhio attento ai rischi del bornout e dei cambiamenti climatici che espongono il personale medico, sanitario e parasanitario a malattie infettive prima sconosciute in Italia” è questa, in breve, la “ricetta” proposta dal presidente dell’ordine dei Medici di Palermo Toti Amato che, questa mattina, è intervenuto a Palazzo Steri in occasione del convegno organizzato per la “Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro”. Durante il corso dei lavori, coordinati dal responsabile scientifico professor Alberto Firenze, sono stati presentati, fra l’altro, i macrobiettivi e le strategie del Piano Nazionale della Prevenzione (2020-2025).

“Il problema della sicurezza è molto avvertito dai colleghi medici ospedalieri e, ancora di più, dai colleghi delle guardie mediche – afferma Toti Amato. – La loro preoccupazione purtroppo è più che fondata. Parliamo di numeri: L’inail dal 2016 al 2020 ha inserito nei suoi report oltre 5.000 casi di soggetti che hanno avuto incidenti sul lavoro in ambito medico e sanitario. Spesso dietro questi numeri si cela il triste fenomeno delle aggressioni e, purtroppo, non sempre i medici denunciano l’aggressione. Occorre ricordare che c’è stata un importante riforma in merito, perché adesso le denunce partono d’ufficio, sicuramente un passo avanti, ma ancora non tutte le Aziende, che devono segnalare alle autorità competenti gli episodi di violenza, si fanno parte attiva con le loro comunicazioni”

“Per cui – prosegue Amato – occorre maggiore attenzione nei luoghi di lavoro, ponendo in essere tutti gli accorgimenti attraverso i quali i professionisti della salute possono cautelarsi in situazione di allarme. Fondamentale in tal senso è la formazione, che in questo ambito è ancora sottovalutata. Noi cerchiamo di formare e aggiornare i medici costantemente, con dei corsi molto importanti durante i quali vengono illustrate le più efficaci modalità di approccio con i pazienti, anche quelli potenzialmente problematici. Ma è ovvio che è necessario investire anche in sistemi di sorveglianza, videosorveglianza e di allarme. Altro tema – conclude Amato – è quello dello stress sui luoghi di lavoro che, molto spesso, è causa di incidenti provocati a se stessi o ai pazienti. I tema delle ore e dei carichi di lavoro, in un contesto segnato dalla carenza di personale, è oggi più che mai fondamentale. Il nostro Ordine anche su questo offre opportunità di aggiornamento continuo e azioni di comunicazione con gli organi competenti perché vengano rispettate le regole sulle ore e le modalità di lavoro. Nuovo, ma per questo non meno importante è il fattore dei cambiamenti climatici. Intanto perché molti lavoratori, anche nel settore della tutela della salute, sono sottoposti a forti esposizioni di calore, il che può determinare scompensi e rischi anche gravi. C’è poi il fenomeno delle nuove malattie infettive portate da nuovi vettori, presenti nel nostro Paese in seguito al cambiamento del clima. Il medico deve essere pronto e aggiornato. Purtroppo non sempre è così. Allora anche in questo campo cerchiamo di essere presenti. La settimana scorsa, ad esempio, si è tenuto un convegno all’Istituto Zooprofilattico di Palermo sulla febbre della Rift Valley trasmessa dalle zanzare tigri. Si tratta di una malattia infettiva non ancora presente in Italia, ma già riscontrata in Paesi che, dal punto di vista climatico sono simili al nostro. Nel corso dell’incontro si è parlato anche della “Dengue”, rispetto alla quale abbiamo avuto già dei casi anche in Sicilia. Se parliamo di salute e sicurezza sul lavoro, l’esperienza del Covid ci deve venire in aiuto per non commettere gli stessi errori del passato”.

 

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