Podologi Giuseppe Farinella

Salute del piede: Parola ai podologi. Giuseppe Farinella “professione importante ma ancora poco conosciuta”

14 Gennaio 2021

Intervista al presidente della Commissione d'Albo dei Podologi di Palermo: "Lotta all'abusivismo e sblocco dei concorsi pubblici fra le nostre priorità"

 

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Qual è il compito del podologo all’interno del sistema sanitario nazionale?

Nelle competenze del podologo rientrano in particolare i trattamenti delle affezioni della pelle e delle unghie come ad esempio le ipercheratosi, le onicopatie e lesioni conseguenti: onicocriptosi, onicopatie micotiche e distrofiche. I trattamenti sono finalizzati al mantenimento funzionale dei piedi e vengono attuati metodi incruenti, ortesici e idromassoterapici. La professione del Podologo è fondamentale nella prevenzione di complicanze che possono facilmente insorgere nei soggetti colpiti da queste affezioni e che hanno patologie metaboliche (diabete), cardiovascolari (vasculopatie periferiche) ortopediche e reumatologiche. Il podologo valuta la morfologia del piede e la sua funzionalità (in statica e dinamica) con tecniche strumentali per esami di podoscopia e baropodometria. Inoltre la figura del podologo trova campo di applicazione nel trattamento, mediante idonei plantari, di alterazioni della postura, in quanto il piede è un importante recettore del sistema tonico posturale. Il podologo assiste all’educazione dei pazienti con patologie a rischio e collabora con gli altri specialisti per la gestione delle persone affette da patologie che richiedono un approccio multi-disciplinare.

In genere dove lavora un podologo? Strutture sanitarie? Studi privati?

Il podologo può svolgere la sua attività professionale in strutture sanitarie, pubbliche o private, in regime di dipendenza o libero-professionale. Attualmente la quasi totalità dei podologi siciliani, svolge la propria attività come libero professionista, in quanto seppur sia prevista la sua presenza nelle strutture pubbliche, i concorsi non sono mai stati fatti, basti pensare che in Sicilia su 102 iscritti all’ albo, soltanto due colleghi lavorano per strutture pubbliche e spesso con rapporti di lavoro non stabili a livello contrattuale.

Quando è il caso di rivolgersi ad una figura professionale come la vostra?

Bisogna rivolgersi al podologo ogni qual volta si presenti un problema riferito al piede. Anche nel caso in cui ci sia un disagio nel camminare perché è probabilmente riferibile ad un problema posturale, argomento caro al podologo.

 Qual è il percorso di studi per poter fare questo lavoro?

Per diventare podologi bisogna conseguire la Laurea in Podologia che fa parte della facoltà di Medicina e Chirurgia. Si tratta di una laurea triennale ad accesso programmato. In seguito è possibile accedere al II livello, Corso di Laurea Magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione (due ulteriori anni di Corso) o, in alternativa, ai Master clinici di Specializzazione annuali (Posturologia, Podologia dello Sport, Biomeccanica e ortopodologia, etc.). Ad oggi ci sono soltanto sei Atenei in Italia, sedi del corso di laurea, tutti concentrati da Roma in su. Nel nostro Ateneo di Palermo il corso di laurea è stato attivo dal 2002 al 2010, anno in cui purtroppo è stato chiuso. Quindi un siciliano o più in generale un meridionale con la vocazione della podologia è costretto  a sperare nelle possibilità della propria famiglia per essere supportato negli studi fuori dalla propria regione. Speriamo nella riapertura del corso di laurea in podologia almeno a Palermo, dove già era strutturato.

E’ cambiato qualcosa nell’ambito del vostro lavoro durante il periodo della pandemia?

Durante la pandemia il podologo si è attenuto alle direttive generali dell’ ordine TSRM PSTRP che invitavano a seguire i casi improcrastinabili nel massimo rigore della prevenzione. A tale proposito sono state stilate anche delle linee guida a cura del gruppo GRESS afferente alla federazione con la collaborazione di tutte le commissioni d’ albo, per la gestione dei pazienti nei nostri studi. Abbiamo posto attenzione al triage telefonico, nel distanziare sufficientemente gli appuntamenti; nell’ utilizzo di tutti i dispositivi di protezione individuali e nella disinfezione degli ambienti. Inoltre, abbiamo sfruttato, qualora possibile, la telemedicina soprattutto nel monitoraggio del paziente. A proposito mi lasci ringraziare il Presidente dell’ Ordine TSRM PSTRP di Palermo, dott. Gandolfo Marco Macaluso e tutto il Consiglio Direttivo, per il grande impegno nel richiedere con forza parità di trattamento, ed accesso al vaccino anti covid 19, anche per tutti gli iscritti, siano essi liberi professionisti o lavoratori dipendenti privati, che inizialmente erano stati messi in secondo piano. Adesso siamo fiduciosi di poter al più presto vaccinare tutti gli iscritti.

Quali sono gli obiettivi principali che state perseguendo come commissione d’albo? 

Innanzitutto mi lasci ringraziare tutti i componenti della CDA dei Podologi di Palermo, la Vice Presidente dottoressa MariannaD’ Armetta ed i tre consiglieri, dottore Sergio Caruso, dottore Rosario Navanzino e dottore Arturo Croce, per il grande supporto ed il grande impegno che stanno dimostrando. Sicuramente la priorità è la lotta all’ abusivismo. La nostra è una professione relativamente giovane ed ancora poco conosciuta, sulla quale nell’ opinione pubblica c’è ancora un po’ di confusione, di questa situazione ne hanno approfittato i tanti abusivi, che purtroppo continuano a ledere l’ immagine del podologo nell’ immaginario collettivo. Altro obiettivo importante è quello di lavorare in collaborazione con le istituzioni per riuscire a sbloccare i concorsi nelle strutture pubbliche e parallelamente creare delle convenzioni o accreditamenti per gli studi podologici privati. Inoltre vogliamo soddisfare la domanda da parte dei nostri iscritti, di una adeguato aggiornamento professionale, indispensabile per tutti gli operatori sanitari.

 

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