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Sale operatorie con anestesisti di ditte esterne? L’Aaroi Emac: «Sarebbe in contrasto con la legge»

12 Marzo 2019

Emanuele Scarpuzza, presidente regionale dell'"Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica", contesta il bando annunciato a Insanitas dal commissario straordinario dell'Asp di Caltanissetta: «Lo incontrerò per proporgli soluzioni alternative».

 

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PALERMO. «Gli anestesisti possono lavorare in un’azienda sanitaria pubblica solo se assunti per concorso, quindi l’iniziativa dell’Asp di Caltanissetta relativa all’appalto ad una ditta esterna della gestione delle sale operatorie, nella parte relativa alle prestazioni anestesiologiche aggiuntive è inapplicabile».

Lo afferma Emanuele Scarpuzza (nella foto), presidente regionale dell’Aaroi Emac (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica), commentando l’intervista rilasciata nei giorni scorsi ad Insanitas (clicca qui) da Alessandro Caltagirone, commissario straordinario dell’Asp nissena.

Inoltre Scarpuzza sottolinea: «Nell’intervista rilasciata dal commissario Caltagirone si parlava di affidamento alla ditta esterna che si aggiudicherà il bando anche di prestazioni anestesiologiche aggiuntive. Ho già avvertito il presidente nazionale Alessandro Vergallo, il quale ha chiesto un incontro urgente con il ministro. Faccio i complimenti a Caltagirone se il bando porta un risparmio all’Asp, tuttavia in questa parte deve essere necessariamente rivisto».

Il presidente regionale dell’Aaroi Emac aggiunge: «Per essere assunti da un servizio pubblico come quello delle Asp c’è una legge che impone una selezione concorsuale, il famoso Dpr 483/1997. Questa iniziativa non è prevista dal Dpr e quindi è in contrasto con la legge nazionale. Non esiste un’assunzione per convenzione. Siamo contrari anche perché un’assunzione in questi termini è in contrasto con la politica sanitaria regionale visto che l’assessore Razza ha sanato il precariato e autorizzato i concorsi secondo il Dpr 483/1997».

Secondo Scarpuzza «questa iniziativa dell’Asp di Caltanissetta aumenta il rischio clinico, perché la maggior parte della sicurezza in sala operatoria deriva dall’affiatamento di tutta l’equipe. Da anestesista non posso trovarmi in sala operatoria con un chirurgo che non so chi sia e che tecnica usa. Le linee guida nazionale definite dal Siarti, società con la quale c’è una continua e costante collaborazione, prevedono che il paziente venga valutato e classificato per quanto riguarda il rischio anestesiologico e sia seguito nel post operatorio per evitare l’insorgenza di complicanze. Se gli anestesisti vengono assunti solo per l’intervento, saltano le fasi pre e post operatorie. Ho chiesto un incontro urgente a Caltagirone che si è subito mostrato disponibile. Al manager proporrò soluzioni alternative».

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