Robot e innovazione tecnologica: ecco le nuove frontiere della Chirurgia

4 Febbraio 2020

Insanitas ha intervistato Giuseppe Navarra, ordinario di Chirurgia Generale dell’Ateneo di Messina, presidente della Società italiana di Ricerche in Chirurgia e direttore dell’UOC di Chirurgia Generale ad Indirizzo Oncologico dell’AOU "Martino".

 

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MESSINA. L’innovazione tecnologica rappresenta il futuro della Chirurgia. Lo  sviluppo di soluzioni innovative, dalle sale operatorie integrate con Tecnologia all’avanguardia (High Definition), alle innovazioni robotiche, come ad esempio il Robot “Da Vinci”, consentono di coniugare alta perfezione e qualità di performance chirurgiche con ottimali standard di sicurezza.

Insanitas ha intervistato il prof. Giuseppe Navarra (nella foto),  ordinario di Chirurgia Generale dell’Ateneo di Messina, presidente della Società italiana di Ricerche in Chirurgia, vicepresidente della Società Italiana di Chirurgia Bariatrica, nonché direttore dell’UOC di Chirurgia Generale ad Indirizzo Oncologico dell’AOU “Martino” di Messina, realtà chirurgia fortemente all’avanguardia, grazie al  connubio tra innovazione tecnologica e procedure chirurgiche mini-invasive laparoscopiche e robotiche.

 Cosa cambia con l’avvento delle sale operatorie integrate a tecnologia ad alta definizione?

«Viene caratterizzato in modo fortemente dinamico l’intero ambiente operatorio, dotandolo complessivamente di apparecchi endoscopici, fonti video e dati e periferiche, come il tavolo operatorio o l’illuminazione a soffitto, concepiti per le esigenze dell’operatore, con possibilità di gestione da una postazione centralizzata nella zona sterile. Permettendo, altresì, l’interfaccia grafica su Touch Screen, grazie ad un sistema di controllo basato su gesture “Drag & Drop”, che consente di governare in modo semplice e rapido anche le procedure più complesse con un controllo semplice e intuitivo per massime performance con minimo sforzo di utilizzo. Inoltre l’efficace connessione audiovisiva e l’integrazione della sala operatoria nei sistemi informatici ospedalieri offrono numerose opzioni per teleconferenze, telechirurgia o per didattica».

Poter vantare una sala operatoria integrata all’interno del complesso operatorio del DAI di Chirurgia del “Martino” vi ha resi protagonisti del 30° Congresso di Chirurgia dell’Apparato digerente, la più ampia manifestazione di live surgery esistente nel panorama congressuale italiano.

«La nostra unità operativa è stata l’unica sede della Sicilia Orientale coinvolta con ben due procedure chirurgiche eseguite in diretta attraverso la trasmissione delle immagini, resa possibile da questa sofisticata dotazione tecnologica. Un appuntamento che ha visto la contestuale partecipazione di sale operatorie di ben 5 continenti: Stati Uniti, Giappone, Francia, Inghilterra, Belgio, Olanda, Svezia, Spagna, Portogallo, Australia, Cina, Corea, Singapore, Sud Africa, Argentina, tra gli altri, e ha riunito oltre 2.500 chirurghi in sala a Roma e captato oltre 30.000 contatti su internet».

L’equipe messinese che guida è stata coinvolta con ben due interventi che attestano come sia ampia l’applicazione di questa moderna gestione operatoria…
  
«Abbiamo effettuato un intervento di Mini bypass gastrico per la cura dell’obesità patologica, condotto per via laparoscopica con tecnologia 3D. Ma anche un intervento di asportazione della ghiandola surrenalica di sinistra per una voluminosa massa di oltre 15 cm, condotta sempre per via mini-invasiva laparoscopica che ha reso necessaria anche l’esecuzione di un’ecografia intraoperatoria condotta con sonda laparoscopica. Infatti, la possibilità di disporre di una dotazione tecnologicamente così sofisticata permette di essere competitivi, coniugando alti standard assistenziali con marcata innovazione. Nel nostro caso ci permette di  qualificare ulteriormente la già consolidata esperienza nelle procedure chirurgiche mini-invasive laparoscopiche e robotiche a carico dei vari organi contenuti all’interno dell’addome e dell’apparato digerente».

Tra le ultime innovazioni “Truelink 4”…

«È il nuovo standard nella Video Integrazione della sale Operatorie che rende il sistema più compatto e potente. Una rivoluzione dalle grandi potenzialità tecniche, che abbina soluzioni dedicate alla video integrazione con innovazioni tecnologiche che rendono più ergonomica l’esperienza dell’intera equipe, mantenendo come obiettivo primario la salute del paziente. Le dimensioni di 133 mm lo rendono l’unico sistema realmente compatibile con una istallazione interna ed esterna alla sala operatoria».

Chirurgia robotica, oncologica e dell’obesità sono i tre pilastri  della vostra Unità. Il robot Da Vinci da voi è grande protagonista, ma il suo impiego vede nel Paese una stratificazione disomogenea anche laddove esiste tale dotazione. Perché?

«Il problema è connesso alla formazione dei medici, che richiede studio, simulazioni e tutor in sala prima di acquisire una duttilità nella gestione del Robot, che è uno straordinario strumento, se ovviamente usato da mani esperte. Se saremo in grado di investire su questo fronte, il futuro della Chirurgia vedrà certamente cospicui ulteriori successi. Il mio impegno in seno alle società scientifiche è quello di spingere in tale direzione, affinché si pervenga alla standardizzazione e alla diffusione della robotica nel nostro paese».

Oltre che nella chirurgia epato-bilio-pancreatica voi sfruttate molto il Da Vinci nella chirurgia del carcinoma del retto. Qual è il vantaggio rispetto alle metodiche tradizionali?

«Permette di operare con una visione immersiva in 3D focalizzando dettagli in modo ottimale che, nel caso della chirurgia del “ca del retto”, consente di operare preservando  molto spesso gli sfinteri e non danneggiando, nell’uomo, i nervi collegati all’erezione. Tutto questo chiaramente migliora gli esiti clinici e, quindi, l’impatto sulla qualità di vita».

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