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Trizzino (M5S): “Uniti di fronte all’emergenza. Le strumentalizzazioni politiche disorientano i cittadini”

1 Marzo 2020

Riceviamo e pubblichiamo la lettera del medico e deputato del Movimento 5 Stelle Giorgio Trizzino

 

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Un clima di esasperata conflittualità sta rendendo impossibile, perfino in questo momento di emergenza nazionale, una risposta solidale a questa difficile sfida sanitaria che il Paese sta affrontando. Una parte dell’opposizione sembra concentrare in questi giorni la propria attenzione, più che sull’epidemia, sulle vere o presunte responsabilità del Governo, trasformando lo stato di calamità nazionale in uno strumento per delegittimare il Premier ed il Ministro della Salute.

Per averne un saggio, basta leggere i titoli di prima pagina di alcuni quotidiani, portavoce abituali della destra politica, dove, a differenza di quelli di altre testate, volti a informare sulla gravità della situazione e sulle misure prese per fronteggiarla, si pensa ad attaccare l’esecutivo. “Strage di stato” titolava pochi giorni addietro il quotidiano Libero.

Tra le conseguenze più serie e negative della diffusione della SARS-CoV-2 sembra esserci infatti quella di determinare o incoraggiare conflitti tra categorie di persone o istituzioni in un momento in cui massime dovrebbero essere assonanze di intenti e rispetto reciproco.

Per questo va apprezzata la prontezza con cui il Governo sta cercando attraverso provvedimenti tempestivi e ad ampio raggio di far fronte ai gravi problemi sociali ed economici, oltre che sanitari, causati dal nuovo virus. Proprio questa notte è stato approvato in Consiglio dei Ministri il decreto legge contenente misure immediate di sostegno economico alle aree e ai settori produttivi colpiti dal coronavirus (zone rosse), mentre in parallelo il governo è già al lavoro sul secondo decreto, che riguarderà allo stesso modo le zone più colpite e alcuni settori produttivi particolarmente danneggiati.

Ad oggi (ieri ndr) i casi sospetti in Italia sono 889 di cui 303 sono quelli confermati dallo Spallanzani e di questi ultimi solo 64 sono i casi gravi. I guariti sono 46 mentre i deceduti 21. In questo contesto di attenzione e sensibilità istituzionale desta stupore la dichiarazione di dirigenti medici siciliani, che rivestono ruoli rappresentativi di specializzazioni professionali, di schietta natura politica con cui si mostra predilezione per esponenti del governo regionale in opposizione al governo nazionale ed inopportunamente si censura il Presidente del Consiglio. Queste dichiarazioni muovono da un evidente e voluto fraintendimento delle parole del Presidente Conte che invitavano allo scrupoloso rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie nazionali a seguito di una possibile sottovalutazione dei sintomi del 38enne denominato paziente 1, presso l’Ospedale di Codogno.

Alle parole del Presidente del Consiglio viene attribuito un significato estraneo e vengono interpretate come se fossero state rivolte contro gli operatori sanitari. Spiace che esponenti di associazioni professionali di area medica, piuttosto che concorrere a partecipare fattivamente all’appassionante dibattito scientifico che si sta sviluppando in questo momento, preferiscano scendere in campo, privilegiando o criticando una parte politica piuttosto che un’altra per assicurarsi benevolenze locali. Questo atteggiamento genera disorientamento tra i cittadini e crea ingiustificati solchi tra la nostra categoria sanitaria e le Istituzioni.

Questo non è accettabile adesso che la collettività ha bisogno di sapere che regna concordia e dialogo tra tutti coloro che a vario titolo sono chiamati con la propria opera professionale o con propri provvedimenti a garantire la salute pubblica, anche se il virus ci costringe a vedere la nostra finitezza anche a livello scientifico.
Lasciamo da parte polemiche più o meno strumentali non condivise né cercate dalla totalità dei nostri Colleghi medici. In tempi così difficili occorre fare ricorso a tutte le competenze e all’equilibrio di cui la nostra comunità scientifica nel suo complesso dispone, anche in tema di comunicazione.
Ciò cui stiamo assistendo sta lasciando spazio ad una considerazione, che mi sembra il più grande insegnamento. L’epidemia di una malattia infettiva impone l’allontanamento reciproco, il mantenimento di distanze di sicurezza, la creazione di barriere interumane. L’epidemia ha un andamento incline alla separazione degli individui fra di loro. Ma l’umano soffrire richiede l’esatto opposto: richiede solidarietà vicinanza, partecipazione, lo stabilirsi di relazioni forti, che aiutino reciprocamente a sostenersi e superare insieme il dolore. Abbiamo, dunque, già esempi di come, da un’apparente forza distruttiva e dispersiva, possa nascere il suo esatto opposto; l’adesione, la cooperazione, la solidarietà.
Ed è un paradosso, certo. Ma appartiene a noi, uomini. Dovremmo ricordarcene soprattutto quando tutto questo, speriamo presto, sarà finito.

Giorgio Trizzino

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