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Studi medici ambulatori

Al via l'iter per introdurre le modifiche

Rivoluzione in arrivo nei medici di famiglia: aperti 16 ore, vi si potrà pagare anche il ticket

Lo prevede un atto di indirizzo del comitato di settore Governo- Regioni, che sarà presentato ai sindacati nelle prossime settimane. Salvo imprevisti le novità dovrebbero partire entro l'autunno.

Tempo di lettura: 2 minuti

Una vera e propria rivoluzione. In arrivo nei prossimi mesi (l’iter è ancora in corso), stravolgerà le modalità di ricorso ai medici di famiglia. I loro studi, infatti, saranno aperti dalle 8 alle 24 sette giorni su sette, e vi si potranno pure pagare il ticket e prenotare le visite, invece di fare la fila nei Cup.

Sono alcune delle novità contenute nell’Atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione di medicina generale, approvato dal Comitato di settore sanità delle Regioni e che nei prossimi mesi dovrà essere sottoposto ai sindacati. Salvo imprevisti (e modifiche), le nuove regole dovrebbero partire entro l’autunno.

La novità di maggior rilevo è quella che assicura agli assistiti la disponibilità del medico per 16 ore al giorno, sette giorni su sette. Una continuità assistenziale che dovrà essere garantita dalle 8 del mattino alla mezzanotte da medici di famiglia e guardia medica, assimilati in un ruolo unico. Nelle ore notturne a dare risposte ai cittadini ci penserà il 118.

A garantire la continuità delle cure saranno le Aft, Aggregazioni territoriali funzionali, un nuovo modello organizzativo che consentirà ai cittadini di trovare il medico per tutto l’arco della giornata. Le Aft, di cui fanno parte medici di famiglia, ex guardie mediche, pediatri e specialisti ambulatoriali avranno un bacino di utenza non superiore ai 20 mila abitanti.

Terminato il turno del proprio medico di fiducia, ce ne sarà un altro a disposizione, collegato a un data base che consentirà di avere sottomano il profilo sanitario dell’assistito. I servizi di pediatria saranno invece garantiti dalle 8 alle 20 per cinque giorni la settimana

Le nuove regole dovrebbero favorire la nascita di nuovi maxi-ambulatori, con presenza di più medici di famiglia dove è possibile fare prime analisi cliniche, accertamenti diagnostici meno complessi e piccola chirurgia ambulatoriale e altri centri con specialisti ed infermieri.

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