Ritorna lo sport all’aperto per i siciliani, l’esperto: «Ecco i benefici sulla salute»

20 Aprile 2020

Il via libera dopo l'ultima ordinanza regionale sul Coronavirus. L'intervista di Insanitas a Francesco Polizzi, esperto di “Prevenzione del Rischio Cardiovascolare e Malattie del Metabolismo Lipidico”.

 

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PALERMO. In Sicilia è nuovamente possibile fare passeggiate veloci e sport all’aperto, anche se solo nei pressi della propria abitazione. Con l’ultima ordinanza in tema di restrizioni sul Coronavirus, infatti, il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha allentato le briglie consentendo di fare attività fisica e motoria.

Quali malattie causa l’inattività? C’è un modo migliore per riprendere a muoversi dopo la quarantena? Di questo ed altro abbiamo parlato con il dottore Francesco Polizzi (Policlinico Giaccone), esperto di “Prevenzione del Rischio Cardiovascolare e Malattie del Metabolismo Lipidico”.

«Fare sport è molto importante, infatti, per dirlo con le parole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità: “Interagire con il proprio ambiente attraverso le varie forme di movimento, a tutte le età, contribuisce in modo significativo a preservare lo stato di salute inteso come benessere fisico, psichico e sociale”– afferma Polizzi- Le linee di indirizzo sottolineano la rilevanza dell’attività fisica e la necessità che tutti la pratichino, soprattutto integrata nella vita quotidiana. In Europa l’inattività fisica è responsabile ogni anno di un milione di decessi (il 10% circa del totale) e di 8,3 milioni di anni persi al netto della disabilità. Grazie allo sport, inoltre, si ha una secrezione di serotonina, il cosiddetto “ormone della felicità”, creando una sorta di meccanismo antidepressivo che riduce lo stress e l’ansia, migliora l’umore e la qualità del sonno. È corretto puntualizzare che più attività fisica significa, anche al tempo del Coronavirus, meno infarti, meno ictus e risparmio di spesa sanitaria».

Come è consigliabile riprendere l’attività motoria, anche alla luce del fatto che il decreto non ci permette di spostarci dai pressi della nostra abitazione?
«È essenziale garantire un minimo di attività fisica aerobica che ha un comprovato effetto positivo sulla regolazione del metabolismo. Si dovrebbe camminare o correre di buon passo almeno mezz’ora al giorno, per acquisire vantaggi sulla gestione del peso e di conseguenza sulla prevenzione del rischio cardiovascolare. Prendendo ad esame il concetto dei diecimila passi in cui (ognuno di noi può contarli anche con uno smartphone o un orologio), però, bisogna considerare anche il ritmo e l’andatura della passeggiata: è importante camminare, infatti, ma lo è altrettanto aumentare la frequenza cardiaca. Quindi un soggetto sano dovrebbe fare in media, per iniziare, 3000 passi: mezz’ora al giorno di camminata veloce, al ritmo di 100 passi al minuto. Gli altri 7000 passi bisogna cercare di farli durante le proprie attività quotidiane in casa».

A livello alimentare, invece, come dovremmo comportarci?
«In questo momento è opportuno ridurre il proprio contenuto calorico in relazione, ovviamente, alla maggiore sedentarietà.  È bene seguire sempre la classica piramide alimentare, che ormai tutti conosciamo, per cui bisogna consumare più cereali, legumi e frutta. Per evitare picchi glicemici e metabolici si devono limitare gli zuccheri, i dolci e le bevande zuccherate. A causa dell’inattività, infatti, con qualche chilo in più può emergere il diabete o un’intolleranza agli idrati di carbonio. Prestare attenzione quindi, anche in questa situazione, al mantenimento di un equilibrato stile di vita è fortemente raccomandabile per evitare che, una volta usciti dall’emergenza, ci ritroviamo a fare i conti, individualmente e come popolazione, con un incremento di tutte quelle malattie favorite o aggravate dalle abitudini comportamentali scorrette (come il diabete, le malattie cardiovascolari, i tumori e le malattie respiratorie croniche)».

In merito alle malattie cardiovascolari, sono diminuiti gli accessi nei pronto soccorso 
«Sì, ma se ciò è auspicabile quando non è necessario l’intervento ospedaliero, diventa una situazione tragica per tutti i soggetti affetti da malattie cardiovascolari. Ho la sensazione che molti di loro, proprio perché cardiopatici e pluri-patologici, abbiano paura di andare al pronto soccorso e contrarre il Coronavirus, pertanto muoiono in casa. Ricordo che in questo genere di circostanze si deve chiamare l’ambulanza o andare al pronto soccorso, in cui vengono prese tutte le precauzioni del caso».

Alcuni studi affermano che oltre ad attaccare i polmoni, il Coronavirus attacchi anche il cuore…
«Si è riscontrato, nei pazienti positivi al Covid-19, un incremento degli indici di necrosi miocardica, cioè quegli enzimi che aumentano quando c’è un infarto. Sembrerebbe quindi che il Coronavirus, attivando un processo infiammatorio possa intaccare anche il muscolo cardiaco. Ciò non riguarda solo infarti e malattie cardiovascolari, ma anche miocarditi o pericarditi, quindi affezioni infiammatorie della membrana che riveste il cuore».

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